Tempo di lettura: < 1 minuto

Loading

Il percorso ha avuto inizio nel 2021 con il testo della Commissione Ue

Fino a dieci anni di carcere, se il reato commesso determina la morte di persone, poi la definizione di altre pene detentive e anche di sanzioni pecuniarie. I Paesi membri dell’Ue hanno due anni di tempo per accogliere nel proprio ordinamento la nuova direttiva licenziata dal Parlamento Ue sulla criminalità ambientale, che rappresenta al momento la quarta attività criminale al mondo. Il percorso normativo ha avuto inizio a fine 2021, con la Commissione Ue che ha presentato un testo per rafforzare il pacchetto di misure contro i reati ambientali. La norma è stata accolta con favore dal settore ambientale, soprattutto sul versante delle pene pecuniarie, per tutelare temi come la biodiversità e l’economia circolare.  

La direttiva

Dal commercio illegale del legno all’esaurimento delle risorse idriche, alle violazioni sull’uso delle sostanze chimiche della legislazione dell’Ue. Sono questi i punti centrali della normativa, ma nel testo sono stati contemplati anche i cosiddetti “reati qualificati” (fino a otto anni di carcere) ossia quelli che portano alla distruzione di un ecosistema: incendi boschivi, inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria. Tutti i trasgressori dovranno risarcire, tra l’altro, il danno causato e ripristinare l’ambiente danneggiato, oltre a possibili sanzioni pecuniarie. Pesante la mano sulle aziende che si macchiano di reati ambientali: ci sarà una cifra da pagare che dipenderà dalla natura del reato, tra il 3 o 5% del fatturato annuo mondiale o, in alternativa, 24 o 40 milioni di euro.

Articoli correlati