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Disabilità e sostenibilità: dall’istruzione “inclusiva” al lavoro dignitoso

Sono conosciute come le cinque P. Ossia, ossia i cinque punti essenziali intorno a cui girano i 17 obiettivi sostenibili orientati verso l’Agenda 2030 e al cui interno si sviluppa la tutela della disabilità. A partire dalla Persona, con cui l’Agenda di Parigi prova a eliminare povertà e fame in tutte le forme, poi c’è la Pace, un punto che è fortemente messo in discussione dai conflitti aperti in diversi posti del mondo, in particolare in Ucraina e Gaza, dentro e fuori l’Europa. Poi, ci sono Prosperità, Partnership e Pianeta, inteso come luogo da proteggere su risorse naturali e clima, per le generazioni future. 

La disabilità nell’Agenda 2030

Oltre alla riduzione delle disuguaglianze negli Stati membri e anche tra gli Stati sancito dall’obiettivo 10, che parte da un tasso di crescita del reddito della popolazione più povera del 40% (difficilmente raggiungibile) entro la data prefissata, c’è poi l’obiettivo numero 4, legato all’istruzione: in particolare, il 4.5 si impegna per un’istruzione “inclusiva” e di qualità per tutti. Poi c’è il lavoro dignitoso ed economia (obiettivo 8), in cui c’è il comma 8.5 che prevede appunto un impiego dignitoso anche per chi è disabile. Infine, resta l’obiettivo numero 11, su Città e Comunità Sostenibili, con riferimento all’11.7 sull’accessibilità alle strutture pubbliche (trasporti e servizi), in particolare per le persone con disabilità.

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