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Il testo è stato condiviso dalle istituzioni europee
Dalle piste ciclabili sicure e diffuse sul territorio cittadino ai punti di ricarica per le bici elettriche a un contesto di rete del trasporto pubblico in cui siano tutelate anche le due ruote. Per promuovere l’importanza della ciclabilità e dell’uso della bicicletta c’è stato bisogno di arrivare a sottoscrivere una Dichiarazione europea. Testo che è stato effettivamente sottoscritto di recente, con l’accordo trovato in Consiglio Ue, Parlamento Ue e Commissione Ue. Otto principi fondamentali, 36 impegni, la Dichiarazione è il manifesto programmatico e istituzionale della bici, un mezzo di trasporto inclusivo, utile per la salute e soprattutto accessibile. L’adozione del testo unitario sembra la strada migliore verso un impegno senza precedenti sulla ciclabilità nell’Ue.
Il caso italiano
Il nodo italiano è rappresentato dal Codice della Strada passato di recente alla Camera, secondo cui le corsie ciclabili a linea tratteggiata, note anche come bike lane, saranno permesse solo sulle strade in cui non sarà possibile realizzare una pista ciclabile protetta, decisione che dovrà arrivare solo dal Ministero delle Infrastrutture. Un’ altra norma che appare poco compatibile con la centralità della bicicletta nella mobilità italiana è l’eliminazione della precedenza che gli automobilisti per obbligo davano ai ciclisti nelle strade più strette. Ora è prevista nel Codice solo una raccomandazione all’attenzione, inoltre non ci sarà più l’obbligo di segnalare una strada ciclabile con un simbolo orizzontale.