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Anche un KPI per le retribuzioni dei dirigenti: misura quanto i negozi, gli uffici, le fabbriche vadano a provocare le emissioni

Retribuzione dei dipendenti anche sulla base delle emissioni prodotte. Questa è la novità annunciata da Lego Group, secondo cui una parte dei bonus per i suoi dipendenti sarà legata appunto alle emissioni. Tra gli impegni presi dal gigante danese per raggiungere gli obiettivi climatici nel 2023 c’era anche un KPI sugli stipendi dei dirigenti: questo KPI misura quanto i negozi, gli uffici, le fabbriche vadano a provocare le emissioni. Ecco quindi l’iniziativa di legare i salari, quindi la produttività, all’inquinamento prodotto.  

Entro il 2032 il Gruppo Lego si è impegnato a ridurre del 37% le proprie emissioni. Inoltre, la dirigenza ha confermato l’intenzione di rispettare la scadenza fissata per il 2025 per passare agli imballaggi sostenibili. Il 98% delle emissioni di Lego Group hanno origine nella sua catena di fornitura. Il colosso danese si è già distinto per la sua politica sostenibile negli scorsi anni, quando si è impegnata a migliorare la parte “sostenibile” dei materiali già esistenti e utilizzati per la produzione dei suoi famosi mattoncini Lego, sebbene in precedenza aveva reso noto di concentrare la sua produzione di prodotti con plastica riciclata. Un impegno poi venuto meno: secondo l’azienda, per utilizzare plastica riciclata nei mattoncini della Lego, sarebbe stato necessario trasformare profondamente le fabbriche, producendo anche più emissioni nel medio periodo.

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