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Analisi NYT: rapporti sempre più freddi, Biden pensa a tutelare i prodotti americani
L’avanzata cinese sulle tecnologie verdi mette in allarme non solo l’Ue, dove si è già certi per esempio dell’invasione delle auto elettriche del Dragone (Stellantis ha deciso di scendere a patti, facendo da distributore del marchio Leapmotor), ma anche gli Stati Uniti. Anzi, sull’asse Washington-Pechino, come analizza il New York Times, i rapporti sono sempre più freddi e la questione ovviamente avvolge le altre questioni green, come i prodotti per la produzione di batterie elettriche: dal litio al manganese, di cui la Cina conserva la supply chainSupply chain o Catena di approvvigionamento La "supply chain" o catena di approvvigionamento è un elemento fondamentale nel mondo degli affari, rappresentando l'insieme di passaggi coinvolti nella produzione e distribuzione di un prodotto o servizio. Dalla materia prima fino al... Approfondisci, mentre l’amministrazione Biden pensa a tutelare il prodotto americano, pensando anche al rafforzamento di una politica fatta di dazi verso la Cina stessa.
La Cina in questo frame storico domina la produzione di pannelli solari, turbine eoliche, batterie, auto e autobus elettrici, senza dimenticare i minerali per le tecnologie verdi e questo elemento rappresenta un un vulnus per Biden, che nei suoi quattro anni voleva costruire un’agenda per il clima diminuendo le emissioni di gas serraGas serra: cosa sono e quale impatto hanno sull'ambiente Definizione di gas serra Cosa sono i gas serra I gas serra sono una serie di composti chimici presenti nell'atmosfera che hanno la capacità di trattenere il calore proveniente dal Sole,... Approfondisci entro il 2030. Ora, rileva sempre il NYT, c’è una scelta da fare: se prodursi in un braccio di ferro con Pechino, rifuggendo dalle disponibilità cinesi sui materiali, facendo così ingrossare i costi verso la transizione ecologica, oppure cedere all’ondata di prodotti cinesi (soprattutto, auto) a basso costo, con danni all’industria automobilistica statunitense. Questo è lo scenario e sullo sfondo, ma neppure tanto, c’è la campagna elettorale per le presidenziali di novembre, con l’incubo Donald Trump.