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L’obiettivo è dimezzare le emissioni di carbonio rispetto a Londra 2012 e Rio 2016

Le Olimpiadi più verdi della storia? Meglio tenersi bassi, lo hanno capito anche i francesi, che si sono dati l’obiettivo di dimezzare l’impronta di carbonio rispetto alle edizioni di Londra 2012 e Rio 2016, che hanno prodotto rispettivamente di 3.3 milioni e 3.6 milioni di tonnellate di CO2. Tra qualche ora c’è il via alle Olimpiadi di Parigi e c’è già la prima segnalazione di greenwashing, che tocca l’azienda di abbigliamento sportivo Lululemon, fornitore ufficiale dell’equipaggiamento della squadra olimpica canadese, finita nelle mire di un’associazione ambientalista che l’accusa di definirsi sostenibile mentre in realtà starebbe producendo sempre più emissioni di gas serra, con le sue attività “altamente inquinanti“. 

Dunque, c’è grande attenzione al tema della sostenibilità, che ha spinto il comitato olimpico francese verso l’utilizzo di materiali riciclati come tappi di bottiglia per sedie e volani per tavoli. Inoltre, sono state realizzate solo due nuove sedi per le gare, tra cui il palazzetto del nuoto, dotato di pannelli solari e sedili realizzati con rifiuti di plastica locale riciclati.

Secondo quanto riferito dagli organizzatori, i Giochi francesi presenteranno un’offerta alimentare a base vegetale e utilizzeranno l’80% degli ingredienti a livello locale. E se è stata preparata una rete ciclabile di 60 km che collegherà le sedi olimpiche, il grande tema sono i viaggi degli spettatori, che si stima rappresentino potenzialmente l’80% delle emissioni.

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