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Ci sarebbero tecnicamente i presupposti, con il fotovoltaico a coprire il 60-70% della produzione totale
L’Italia che si alimenta entro il 2050 solo con fonti rinnovabili. Per quasi tutti, un’utopia. Secondo uno studio pubblicato dall’Università di Roma – La Sapienza, in realtà si potrebbe. Almeno dal punto di vista tecnico. Ci sarebbero i presupposti per arrivare all’incredibile obiettivo, il che certamente non porta all’attuazione del sistema. In ogni caso, arrivare alla totale decarbonizzazioneDecarbonizzazione La decarbonizzazione si riferisce al processo di riduzione o eliminazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dalle attività umane, specialmente quelle legate alla produzione e al consumo di combustibili fossili. L'obiettivo della decarbonizzazione è quello di ridurre l'impatto... Approfondisci del sistema è un punto di arrivo che passa attraverso la valorizzazione del combinato disposto tra eolico e solare. Secondo lo studio, il fotovoltaico sarà la principale fonte di energia elettrica e potrà coprire fino al 60-70% della produzione totale. Per il nostro Paese sussiste un alto potenziale di produzione solare, tenendo conto che in diverse regioni c’è un “serbatoio” di 1500-1800 ore di sole l’anno, ipotizzando anche un sistema di accumulo di ore di sole, che sarebbe la risposta tra l’altro alla quota di scettici sull’energia rinnovabileEnergia rinnovabile L'energia rinnovabile è fonte di energia proveniente da risorse naturali che si rinnovano rapidamente, come il sole, il vento, l'acqua e la biomassa. È una forma di energia pulita e sostenibile che contribuisce a ridurre le emissioni di... Approfondisci che non possa essere “stoccata”. Poi c’è l’eolico, sia onshore che offshore, che andrebbe a coprire circa il 20-30% del fabbisogno elettrico. Gli altri pezzi nella strategia ipotizzata per l’Italia che si potrebbe alimentare solo con fonti rinnovabili ci sono le tecnologie Power-to-X, fondamentali per bilanciare la produzione rinnovabile intermittente e ridurre il consumo di biomassa, poi ci sono il risparmio energetico, il teleriscaldamento e l’elettrificazione degli edifici e del trasporto leggero – attraverso pompe di calore e veicoli elettrici – che sono misure essenziali per la transizione energetica.
Il ruolo della biomassa
Per mandare a segno il progetto, un ruolo dovrebbe essere recitato dalla biomassa, ma il suo uso deve essere attentamente bilanciato con altre soluzioni per essere “sostenibile”, sia per la quantità disponibile, sia per l’efficienza della conversione energetica e per l’impatto ambientale. Secondo lo studio, gli scenari che combinano biomassa e idrogeno (definiti e-fuel) sono i più equilibrati, tenendo conto dei fattori di sostenibilità e di efficienza. Tutto questo, sulla carta.
Poi ci sono i dati recenti che fanno intendere quanto la strada sia in salita. L’Italia a gennaio 2025, secondo i dati di Terna, ha fatto registrare una brusca frenata nelle nuove installazioni di impianti rinnovabili, con un calo nella crescita fotovoltaica ed eolica. La capacità fotovoltaica in esercizio è aumentata di 419 MW, rispetto ai 656 MW dello stesso periodo considerato nel 2024. Sull’eolico, a gennaio 2025 l’incremento è stato di 2 MW: erano stati 32 MW a gennaio 2024. La riduzione è stata evidente e in generale nel primo mese del nuovo anno la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per il 50,4% da fonti non rinnovabili, per il 31,9% da fonti rinnovabili e per il resto dall’importazione di energia dall’estero. E la produzione da rinnovabili è calata di quasi il 5%.