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La norma passata in extremis, ha pesato il pressing delle aziende
La proroga è arrivata in extremis, infatti scadeva oggi l’obbligo per le imprese italiane ad assicurarsi contro le catastrofi naturali. Il rinvio, all’1 ottobre per le medie imprese, a inizio 2026 per le piccole e micro imprese, è stato a rischio sino all’ultimo: era stata infatti bocciata a sorpresa nei giorni scorsi la proposta di rinviare di sette mesi l’obbligo di stipulare idonee coperture assicurative. Non era passato alla Commissione Attività produttive della Camera l’emendamento di FdI sull’estensione del termine per la stipula dei contratti a copertura di danni per calamità naturali. Il tema, che riguarda 4 milioni di imprese (che se non sono in regola perdono ogni accesso a forme di agevolazioni, oltre a dover pagare delle sanzioni), è stato molto discusso. Il mondo produttivo aveva pressato parecchio per uno slittamento dei tempi. E non va dimenticato che la deadline al 31 marzo era già una proroga, poiché il limite per le aziende a mettersi in regola era al 31 dicembre 2024, salvo poi la decisione del rinvio, fissata nel decreto Milleproroghe.
Il parere di Confindustria
Sulle polizze catastrofali “chiediamo che si dia più tempo alle imprese per adeguarsi“. Questa era stata la richiesta che viene da Angelo Camilli, vice presidente per il credito, la finanza e il fisco di Confindustria, alla luce dell’emendamento di FdI sul DL bollette presentato qualche giorno prima della proroga.
“Il decreto che completa il quadro normativo per l’entrata in vigore dell’obbligo – aveva spiegato all’Unione Industriali di Napoli – è stato pubblicato solo a fine febbraio e serve tempo per informarsi, fare un’autoanalisi dei rischi ai quali si è esposti anche per valutare di estendere la copertura (e quindi la protezione) oltre quanto previsto dall’obbligo, verificare il mercato chiedendo preventivi. Oltre a questo – ha aggiunto – ci sono ancora alcuni punti dubbi da risolvere, sui quali abbiamo chiesto chiarimenti al Mimit, a partire dal tema dell’accesso alle agevolazioni pubbliche, che a sua volta incide anche sul rapporto con le banche“.
Lo studio Aon
Gli eventi climatici estremi nel 2024 hanno prodotto perdite economiche per 368 miliardi di dollari. La stima arriva dal report 2025 Climate and Catastrophe Insight di Aon (assicurazioni) e certifica che c’è stato un calo rispetto allo scorso anno, quando si era arrivati a 397 miliardi di dollari; ma è comunque il nono anno in fila in cui si va oltre i 300 miliardi di dollari. Incendi (in particolare quelli americani come a Los Angeles), eventi catastrofali, il trend non si arresta. Il report di Aon riferisce che lo scorso anno c’è stato l’anno più caldo di sempre, in 20 Paesi si è raggiunto il record in termini di temperature alte.
Inoltre, ed è l’aspetto più importante, il report dice che gli eventi atmosferici stanno diventando sempre più frequenti e costosi. Nel 2024 le perdite assicurative globali hanno coperto appena 145 miliardi di dollari dei 368 miliardi di dollari di danni (il dato nel 2023 era stato di 126 miliardi di dollari). Il divario di protezione si è fermato al 60% e questo è chiaramente un freno per i governi, per le aziende, per la comunità. Per quanto riguarda l’Ue, si è pensato a una soluzione – tampone con la creazione di una partnership pubblico-privata per fornire la riassicurazione dei rischi legati alle catastrofi naturali.