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La polizia indaga per degrado ambientale su disboscamento, drenaggio e gestione delle acque nel cantiere di Muhos. Il costo ecologico della corsa europea alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale
Data center per l’intelligenza artificiale e tutela del territorio si scontrano nel Paese che più di altri si era candidato a ospitarli. Il 29 ottobre la polizia di Oulu ha aperto un’indagine penale per degrado ambientale su Tuike Finland, la controllata che gestisce i progetti di Google in Finlandia. Al centro ci sono i lavori preparatori a Muhos, nel nord del Paese, dove circa 330 ettari di foresta sono stati abbattuti prima che fosse completata la valutazione di impatto ambientale prevista dalla legge.
Cosa contesta la polizia
L’inchiesta è partita da cinque richieste di indagine. Una viene dall’Autorità finlandese per i permessi e la vigilanza (Lvv), che controlla autorizzazioni e valutazioni ambientali. Le prime verifiche degli investigatori hanno rilevato ambiguità e carenze nei canali di drenaggio e nella gestione delle acque del cantiere. Per ora il fascicolo riguarda il degrado ambientale, ma la polizia non esclude di contestare altri reati nel corso delle indagini. Un aggiornamento è atteso a dicembre, mentre la conclusione, vista l’ampiezza del caso, arriverà nel 2027. In caso di condanna, la società rischia una sanzione pecuniaria.
Oltre ai 330 ettari di Muhos, Google ha riconosciuto di aver disboscato quasi 200 ettari a Kajaani, dove è previsto un secondo data center. Secondo le associazioni ambientaliste, sui due siti sarebbero stati tagliati circa 400mila alberi. Già a maggio l’Lvv aveva ricordato all’azienda che le valutazioni d’impatto andavano completate prima di avviare i lavori. A inizio ottobre ha ordinato di sospendere i cantieri, e il 14 ottobre Google ha confermato lo stop. Il country manager Antti Järvinen si è scusato per l’estensione dei tagli, ma sostiene che l’azienda abbia agito secondo la propria interpretazione della legge finlandese.
Data center, i precedenti di Google a Hamina
Secondo l’emittente pubblica Yle, Tuike aveva già abbattuto alberi senza autorizzazione nel 2018 e nel 2019, durante l’ampliamento del data center di Hamina, attivo da circa quindici anni sulla costa sud-orientale. Tra le piante tagliate c’erano alberi usati come rifugio dallo scoiattolo volante e i corridoi che collegano i suoi habitat. È una specie protetta dalla normativa europea. Ora l’autorità di vigilanza ha aperto un’indagine urgente anche su Hamina. La sezione locale dell’Associazione finlandese per la conservazione della natura ha infatti segnalato che i nuovi lavori rischiano di interrompere uno di quei corridoi.
Il prezzo della corsa all’IA
L’inchiesta arriva a meno di due mesi dall’annuncio del 9 settembre. Google ha promesso almeno 13 miliardi di euro tra il 2027 e il 2028 in data center, reti e progetti di energia pulita a Hamina, Kajaani, Muhos e Vaala. È il suo investimento singolo più grande in Europa. La Finlandia attira questo tipo di impianti grazie al clima freddo, che riduce i costi di raffreddamento, all’elettricità a basse emissioni e al sostegno del governo ai progetti di intelligenza artificiale. Il premier Petteri Orpo continua a difendere l’operazione, ma ha avvertito che l’azienda dovrà imparare dall’accaduto e rispettare la legge. Nel Paese, una petizione per regole più severe sui data center ha superato le 98mila firme, e crescono i timori per l’aumento della domanda elettrica e dei prezzi dell’energia.