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Procede il percorso della CSDDD: passa emendamento che evita responsabilità degli amministratori su definizione e supervisione obblighi di due diligence

Due Diligence sulla sostenibilità delle imprese, si accelera. Il Parlamento europeo ha infatti concordato la sua posizione negoziale sulla proposta, messa in piedi dalla Commissione europea, relativa a una direttiva sulla dovuta diligenza in materia di sostenibilità delle aziende la cosiddetta CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), diventata sempre più un’esigenza negli ultimi tempi per la consapevolezza di quanto sia fondamentale per comprendere davvero le prospettive di una realtà aziendale e per orientarne la strategia di controllo anche dell’impatto sociale e della governance. Il processo vede coinvolti investitori, clienti e finanziatori, ormai consapevoli che un profilo Esg trascurato espone l’ente a rischi di vario genere e quindi, in definitiva, a rendimenti più bassi e a costi più elevati per i suoi stakeholder, interni e esterni.

Di fatto, il passo del Parlamento Ue è uno sdoganamento della direttiva, con l’approvazione di un compromesso, raggiunto dalla commissione giuridica il 25 aprile e successivo allo strappo sul tema imposto dal Consiglio Ue. 

Il voto è stato complessivamente accolto con favore da molti eurodeputati e organizzazioni della società civile, che da tempo sostengono la proposta di direttiva Ue sulla due diligence di sostenibilità delle imprese per garantire che riescano a prevenire, identificare e quindi intervenire per attenuare gli impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente lungo la loro catena del valore.

Il testo finale della relazione del Parlamento europeo prevede obblighi di dovuta diligenza su misura per gli investitori istituzionali. L’accordo significa che possono iniziare i negoziati “trilogo”, ovvero quelli interistituzionali. 

L’adozione del testo al Parlamento Ue è avvenuta dopo intensi negoziati e un’opposizione dell’ultimo minuto da parte di diversi eurodeputati del centrodestra del Ppe su parti chiave del testo. Il risultato, a quanto pare, è stato al ribasso: gli emendamenti al testo hanno prodotto novità sui doveri degli amministratori, che restano una delle principali preoccupazioni anche delle imprese. I parlamentari contrari sono riusciti a eliminare dal progetto di legge le responsabilità degli amministratori nella definizione e nella supervisione degli obblighi di due diligence.

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