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Dieci milioni di euro investiti dall’Ue su un progetto quadriennale sul tessile circolare
Il fast fashionFast Fashion: definizione e impatto ambientale e sociale Il Fast Fashion è un modello di produzione e consumo nell’industria dell’abbigliamento caratterizzato da cicli di produzione rapidi, costi ridotti e alta rotazione delle collezioni. Questo sistema ha trasformato il mercato della... Approfondisci inquina sempre di più. E se i colossi orientali sembrano non dolersi per i danni che il tessile produce sull’ecosistema, in Europa si cercano strade alternative, rendendo la filiera più sostenibile. Una delle tracce per produrre senza impattare troppo sull’ambiente è il tessile circolare (circular fashion): è stato sottoscritto un accordo, il Circular and Sustainable Textile and Clothing, un progetto nato dall’iniziativa di Centexbel, centro di ricerca belga per tessuti e materie plastiche che coordina il progetto, sviluppando casi pilota e supportando le valutazioni del ciclo di vita.
La piattaforma di ricerca Textile ETP si occupa della invece condivisione delle informazioni e dei risultati. I 27 partner sono di grido: coinvolte multinazionali come Decathlon, ma anche associazioni tessili come Euratex o il produttore di fibre Lenzing. Nel prossimo quadriennio, il pacchetto di aziende cercherà soluzioni per aumentare le capacità di riutilizzo, riparazione e riciclo dei vestiti scartati. Le chiavi per il successo sono anche gli ostacoli principali: come coniugare la produzione circolare con la qualità, la durabilità, la riciclabilità, che assai spesso non sono il primo pensiero nella produzione dell’abbigliamento?
Il consorzio proverà a venirne a capo con tre progetti pilota: il primo mira a conservare il valore degli articoli tessili, soprattutto per il riuso. Il secondo riguarda la prevenzione degli errori durante la cernita dei tessuti per il riciclo. L’ultimo tenta di ridurre il lavoro manuale e il livello di competenza del personale richiesto per lo smistamento, lo smantellamento e la riparazione. I primi risultati per i piloti sono attesi per la fine del 2023, poi diverranno prototipi su scala più ampia. Gli sviluppi non dovrebbero essere adottati dall’industria entro i prossimi due anni.
L’investimento sul tessile circolare segue le raccomandazioni del Parlamento europeo, passate con 68 voti a favore, “per una produzione circolare e sostenibile dei tessuti“.
Il nemico è ovviamente il fast fashion, con l’introduzione di un divieto esplicito alla distruzione di prodotti di abbigliamento e calzature invenduti. Le case di moda saranno quindi obbligate a tenere in commercio le vecchie linee, mettendo fine alla pratica di incenerire i fondi di magazzino per favorire la vendita nelle nuove collezioni.