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Un nuovo laboratorio di economia circolareEconomia circolare L'economia circolare è un modello economico che promuove la riduzione degli sprechi e l'uso efficiente delle risorse attraverso il riutilizzo, la riparazione, il rinnovamento e il riciclaggio dei materiali e dei prodotti. Approfondisci: dal 60% dei rifiuti organici trattati in digestione anaerobica a un compost locale per l’agricoltura. Obiettivo: ridurre trasporti, emissioni e dipendenza da impianti esterni
In Alto Adige, il 60% dei rifiuti organici, in gran parte provenienti da cucine e mense, viene oggi trattato attraverso digestione anaerobica, un processo che produce biogas e un residuo semisolido chiamato digestato. Finora questo materiale veniva esportato fuori provincia per lo smaltimento, con costi ambientali e logistici elevati. Da novembre 2025 partirà invece un progetto pilota di co-compostaggio locale, finanziato dal programma europeo CORE, che testerà la possibilità di trasformare il digestato in compost di alta qualità direttamente sul territorio.
“Attualmente il digestato viene smaltito fuori dall’Alto Adige, con elevati costi di trasporto ed emissioni. Con questa azione pilota introduciamo una soluzione più sostenibile”, spiega Giulio Angelucci, direttore dell’Ufficio gestione rifiuti dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima.
Dalla fermentazione al compost: come funziona il progetto CORE
Il progetto-pilota nasce a Lana, pochi chilometri dall’impianto di digestione anaerobica già operativo. Qui, il digestato verrà mischiato con rifiuti verdi e da giardinaggio e trasformato in compost attraverso un processo controllato di co-compostaggio. La lavorazione avverrà in un capannone chiuso, a differenza degli impianti di compostaggio tradizionali all’aperto. Una scelta che consente maggior controllo delle emissioni odorigene e della qualità del prodotto finale.
Il test verificherà diverse proporzioni tra digestato e materiale verde, con frequenze variabili di aerazione, per individuare un protocollo replicabile in condizioni controllate. “Questo metodo – spiega Angelucci – ci permetterà di stabilire parametri tecnici chiari e di ridurre le dispersioni, creando un prodotto sicuro e certificabile per l’agricoltura locale”.
Progetto rifiuti in Alto Adige, un modello circolare con valore territoriale
Il progetto si inserisce nella strategia della Provincia autonoma di Bolzano di rafforzare la filiera dei rifiuti organici e dell’energia rinnovabileEnergia rinnovabile L'energia rinnovabile è fonte di energia proveniente da risorse naturali che si rinnovano rapidamente, come il sole, il vento, l'acqua e la biomassa. È una forma di energia pulita e sostenibile che contribuisce a ridurre le emissioni di... Approfondisci. Secondo Peter Brunner, assessore provinciale all’Ambiente, “trasformare localmente i residui in compost di qualità significa chiudere il ciclo dei rifiuti, ridurre l’inquinamento e generare valore sul territorio”.
Il compost ottenuto sarà destinato ai terreni agricoli altoatesini, riducendo la dipendenza da fertilizzanti esterni e migliorando la fertilità dei suoli. Se la sperimentazione darà risultati positivi, entro il 2026 il modello potrà essere integrato nel nuovo Piano provinciale di gestione rifiuti, come riferimento per future politiche di economia circolare.
Perché il digestato è una risorsa
La digestione anaerobica è una tecnologia matura che consente di recuperare energia dai rifiuti organici sotto forma di biogas. Tuttavia, il digestato residuo rimane spesso un problema di gestione. Con il co-compostaggio, il residuo si stabilizza biologicamente e trasformato in compost ricco di nutrienti e sostanza organica, utile per agricoltura e orticoltura. L’approccio si allinea con le linee guida europee. Dal Piano d’azione per l’economia circolare (COM/2020/98) a la Direttiva UE 2018/851 sui rifiuti, che incoraggiano la gestione di prossimità e la valorizzazione dei sottoprodotti organici.
Progetto rifiuti in Alto Adige, prossimi passi e ricadute attese
La sperimentazione si concluderà entro fine 2026. Servirà a definire standard tecnici e ambientali per un sistema di trattamento integrato dei rifiuti organici replicabile in altre regioni alpine. Se i risultati confermeranno la qualità agronomica del compost e la riduzione effettiva delle emissioni, il modello CORE potrebbe diventare una buona pratica europea di gestione del digestato.
Oltre ai benefici ambientali, il progetto promette vantaggi economici locali: minori spese di trasporto, nuova occupazione tecnica e chiusura di una filiera oggi frammentata, dove rifiuto, energia e agricoltura tornano a connettersi.