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Al Summit SDGs Leaders 2025, la catena specializzata presenta “Eataly alla Radice”, un progetto per rendere visibile e verificabile la sostenibilità delle filiere agroalimentari italiane. Il racconto live di SostenibileOggi
“Eataly alla Radice è un progetto che nasce per valorizzare e dare trasparenza alle nostre filiere”, racconta Chiara Murano, Head of Sustainability di Eataly, al Summit SDGs Leaders 2025, dedicato alla nuova grammatica della competitività sostenibile. Nel cuore di Roma, la voce delle aziende si intreccia con quella delle istituzioni e dei media con SostenibileOggi membro della giuria dei SDGs Leaders Awards.
Tra i protagonisti, Eataly Group, che con il progetto Eataly alla Radice propone una visione concreta della trasparenza di filiera.
Di seguito il video dell’intervista:
SostenibileOggi racconta Eataly alla Radice: il progetto e gli obiettivi
L’iniziativa, spiega, è il frutto della collaborazione con Slow Food Italia e con l’Università degli Studi di Palermo. Ha beneficiato della verifica di Rina, ente terzo di certificazione accreditato che “ha validato i requisiti del disciplinare tecnico Eataly alla Radice, verificando la conformità degli attori della filiera ai criteri stabiliti”.
Murano sottolinea che il progetto è costruito “per valorizzare l’impegno al miglioramento continuo della filiera”. La prima sperimentazione riguarda la filiera del grano e della pasta, scelta come simbolo della cultura alimentare italiana e terreno di dialogo tra produttori, trasformatori e distribuzione. Il cuore del progetto è proprio lo sviluppo di un disciplinare tecnico destinato a valorizzare in modo strutturato e trasparente gli elementi distintivi che caratterizzano i prodotti coinvolti. Si articola in quattro aree di impatto – “terra, clima, acqua e identità” – che “declinano in modo concreto i principi dell’agroecologia”.
Eataly alla Radice è quindi un progetto che inaugura una prospettiva produttiva ispirata ai principi dell’agroecologia, come insieme di pratiche, politiche e sistemi agricoli che migliorano la resilienza climatica, la salute del suolo e dell’acqua, la biodiversità, e i servizi ecosistemici, attraverso la diversificazione delle colture, la conservazione del territorio e l’adozione di sistemi integrati quali agroforestazione o rotazioni.
Comunicare Eataly alla Radice
L’approccio punta alla trasparenza tracciabile, elemento distintivo del progetto. “Ci sono diversi canali di comunicazione che danno voce al progetto, ma forse il più rilevante è quello attraverso il quale i consumatori accedono alle informazioni in modo trasparente e verificato: attraverso il prodotto stesso”, afferma Murano. Sulle confezioni, un QR code permette di accedere a un portale dedicato dove sono disponibili le informazioni sulla filiera, gli attori coinvolti, dai produttori di grano ai mulini fino ai pastifici, e gli impegni concreti relativi alle quattro aree di impatto.
“Tutte le informazioni – precisa – sono state costruite in partnership con Slow Food, che ha sviluppato l’etichetta narrante, con l’obiettivo di comunicare in modo chiaro e verificabile i valori dei prodotti e delle loro filiere”.
Un progetto che, dal grano alla pasta, trasforma la tracciabilità in cultura e consolida l’idea di una sostenibilità che parte davvero dalle radici.