Tempo di lettura: 2 minuti

Loading

Exit strategy dal carbone più veloce negli ultimi tre anni, anche in Asia. Ma la Cina invece accelera

E’ praticamente una exit strategy, nonostante la crisi energetica che si è sviluppata dal via al fronte ucraino. In tre anni il percorso di allontanamento dei paesi dal carbone viaggia a velocità tripla. Secondo le stime prodotte dall’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA), dall’aprile del 2019 alla fine del 2022 si è passati da 100 a 200 tra banche, fondi d’investimento e altri attori finanziari, che hanno deciso di disinvestire dal carbone. Tutto questo nonostante il costo del carbone sia al momento più conveniente di quello del gas e della scelta di alcuni paesi di accelerare la produzione delle centrali a carbone, come in Italia, per non rischiare il default energetico. 

E non c’è soltanto un aumento delle istituzioni che dicono addio al carbone. Ci sono anche policy riviste e rafforzate da parte di chi si era già impegnato in precedenza. Dallo studio IEEFA emerge che il trend di allontanamento al carbone è più intenso laddove lo stesso carbone è ancora l’asset energetico più utilizzato, ovvero in Asia: da 10 a 41 attori finanziari con policy per lo stop al carbone tra il 2013 e il 2022. In tutto sono 22 gli attori con exit policy per il carbone situati in paesi a economia emergente, tra cui Sudafrica, Malesia, Cina, Turchia, India e Filippine. Sull’India si è scritto del diktat governativo di non costruire più centrali a carbone. Da due anni la Cina ha compiuto sforzi notevoli per alzare l’asticella nella produzione interna di carbone, una politica giustificata in nome della sicurezza energetica. La produzione è cresciuta dell’11% nello scorso anno, ma è altrettanto un dato di fatto che le importazioni di carbone sono quasi raddoppiate nel primo trimestre del 2023. Ma se Pechino insiste sul carbone, altrove il processo inverso è in corso. Anche in Europa, che guida la classifica mondiale con oltre il 50% (114) degli attori che si impegna a disinvestire dal carbone e osserva anche le policy più stringenti rispetto alle altre aree geografiche. L’Italia, secondo quanto detto dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, potrebbe abbandonare il carbone entro il 2024: nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) la deadline era posta al 2025.

Articoli correlati