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Capgemini: il 52% riferisce di incrementare le risorse sugli investimenti sostenibili

Dalle parole ai fatti. O almeno è quanto emerge dall’ultimo studio realizzato da Capgemini Research Institute – dal titolo “Embracing a brighter future: Investment priorities for 2024” -, a proposito degli investimenti che i CEO, i leader delle imprese, intendono orientare sulla sostenibilità. Nell’anno in corso il 52% degli interpellati  – sono stati intervistati duemila leader di aziende provenienti da nove settori produttivi che presentano un bilancio con oltre un miliardo di dollari di fatturato annuo – riferisce di incrementare le risorse sugli investimenti ESG, rispetto al 33% dello scorso anno. Un balzo in avanti rilevante. Sempre lo studio rivela che i CEO pensano e investono maggiormente sulla sostenibilità perché ci sarebbe maggiore fiducia sulle prospettive future delle aziende in questione (per il 56%), mentre per il 63% si prefigurerebbero maggiori opportunità commerciali dettate dalla sostenibilità e anche una consapevolezza diversa dei rischi che comportano gli investimenti sostenibili. L’indagine è importante perché svela il trend che dovrebbe diventare una liturgia dal punto di vista commerciale: chi non si adegua ai criteri ESG rischia di uscire dal mercato di riferimento. Inoltre, quasi la metà degli intervistati pensa che il climate change genererà i problemi maggiori all’attività di produzione delle aziende nei prossimi dieci anni e il 61% intravede un rischio nella carenza di pratiche e processi sostenibili.

Lo studio PwC

Sicuramente si moltiplicano gli studi su sostenibilità e aziende e non sempre i risultati collimano. Secondo un recente lavoro di PwC, una discreta fetta degli amministratori delegati d’impresa ritiene che nel corso dell’anno la crescita economica terrà ritmi elevati: quasi quattro CEO su dieci (il 38%) sono ottimisti sulle prospettive di crescita economica globale nei prossimi 12 mesi (il dato era al 18% nel 2023), ma c’è una fetta – e qui si legge la discrepanza con lo studio Capgemini – il 27% che è invece pessimista sulla sostenibilità aziendale, che sarebbe messa in pericolo dall’emergenza climatica e dalle insidie del boom tecnologico.

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