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Il ritardo verso la sostenibilità moltiplica i costi della transizione

Sviluppi insufficienti e un percorso verso uno sviluppo insostenibile. Senza appelli la bocciatura che arriva per l’Italia verso il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In sostanza, non saranno centrati con questa velocità di crociera secondo il Rapporto ASviS, che arriva ogni anno dall’associazione diretta e fondata dall’ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Draghi, Enrico Giovannini

Il rapporto ASviS 2024, una sorta di tagliando annuale sul progresso dell’Italia e dell’Ue nelle principali sfide socio-economiche e ambientali, evidenzia come il ritardo sul percorso verso la sostenibilità aumenta i rischi per l’intero sistema e moltiplica i costi della transizione

A proposito dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile fissati al 2030, secondo ASviS l’Italia è peggiorata sulla povertà (SDG 1), disuguaglianze (SDG 10), ecosistemi terrestri (SDG 15), governance (SDG 16) e partnership (SDG 17). Invece progressi contenuti sono stati rinvenuti su lavoro dignitoso e su crescita economica (SDG 8), energia pulita (SDG 7), e lotta contro il cambiamento climatico (SDG 13). In sintesi, i progressi non bastano.

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