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Primo step entro il 2025, secondo l’Ue: soglia di fumatori non oltre il 20%

Una generazione tobacco-free, tra benefici alla salute e incremento delle entrate fiscali per i colossi del settore. Si può? Certo non è un percorso agevole, ma si parte da un dato, anzi da una data: entro il 2040 l’Ue vuole che solo meno del 5% della popolazione degli Stati membri faccia uso di tabacco. Il primo step è previsto per il prossimo anno, con la soglia di fumatori fissata intorno al 20% e c’entra ovviamente l’aumento delle aliquote fiscali che dovrebbe portare sigarette e affini a prezzi ancora più elevati. 

La Direttiva

Si è partiti il 26 gennaio dello scorso anno, con la raccolta firme, anche sul sito dell’Ue. Ovviamente le multinazionali non assistono dalla panchina, ci sono forti pressioni, che sono state rilevate anche in Italia. Ma va evidenziata anche la discrepanza di pensiero tra lo stesso Parlamento Ue e la Commissione Ue. Il Parlamento infatti ha scelto una linea più morbida, puntando maggiormente sulla riduzione del rischio attraverso campagne informative, non ostacolando la produzione di prodotti senza combustione, dunque sì al contrasto al fumo tradizionale, senza dichiarare guerra senza tregua alla nicotina. 

Diverso l’orientamento della Commissione Ue, che ha abbracciato la linea oltranzista dell’OMS, secondo cui si arriverà al bando di tutti i prodotti con alla base nicotina, anche se il rischio per la salute non è uniforme. La discrepanza è andata avanti, sino all’imposizione della data simbolo del 2040, con meno del 5% di prodotti sul mercato con nicotina

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