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Il concetto di sostenibilità non riguarda solo la riduzione delle emissioni o la transizione energetica: tocca la moda, l’uso delle risorse naturali, il turismo e le infrastrutture. Ecco cinque notizie chiave della scorsa settimana che offrono uno spaccato di come diversi settori stiano affrontando – o mettendo a rischio – la sfida della sostenibilità.

  • Italia introduce accisa sull’“ultra‑fast fashion” cinese: L’Italia sta predisponendo una tassa aggiuntiva sulle importazioni di “fast fashion” a basso costo da piattaforme cinesi (come SHEIN, Temu), per proteggere l’industria del “Made in Italy” e contrastare il dumping ambientale e sociale. L’intervento si inserisce nel contesto della direttiva UE sulla responsabilità estesa del produttore (EPR) relativa ai rifiuti tessili.
  • L’UE riduce l’ambito della direttiva sulla due diligence aziendale per la sostenibilità (CSDDD): Il comitato legale del Parlamento europeo ha approvato la modifica della direttiva Corporate Sustainability Due Diligence Directive, innalzando le soglie applicative (aziende con almeno 5.000 dipendenti e fatturato ≥ 1,5 mld €) e eliminando l’obbligo per le imprese di definire “transition plans”. Critici segnalano che la misura indebolisce la trasparenza ambientale e dei diritti umani nelle catene globali.
  • Nuovo studio avverte, “day zero” idrici entro il 2030 per molte regioni: Una ricerca internazionale evidenzia come quasi il 75 % delle regioni soggette a siccità potrebbe affrontare condizioni di “day zero” — ovvero esaurimento delle risorse idriche urbane — entro il 2100, e in alcuni casi già entro il 2030, soprattutto nel Mediterraneo, Africa meridionale, Nord America. Le cause principali: cambiamento climatico, domanda idrica crescente, infrastrutture insufficienti.
  • Alleanza tessile europea lancia infrastrutture per riciclo fibre, intervento su rifiuti e circolarità: La nuova European Circular Textile Coalition, composta da 12 imprese tessili, punta a colmare il gap infrastrutturale nella raccolta e riciclo dei rifiuti tessili in Europa. Con oltre 12,6 milioni di tonnellate annue generate, solo l’1 % è riciclato in nuovi capi. L’obiettivo: sviluppare hub regionali di riciclo fibra‑fibra, in coerenza con la direttiva sui rifiuti tessili della UE.
  • “Pact for the Mediterranean” dell’UE, transizione energetica, acqua e blue economy nel focus Sud‑Europa: La Commissione europea ha lanciato il “Pact for the Mediterranean” che include tra gli obiettivi prioritari sviluppo dell’energia pulita, tecnologie rinnovabili, gestione della scarsità idrica e rafforzamento della blue economy nell’area mediterranea, in cooperazione con 10 paesi del Sud e dell’Est del Mediterraneo. Il piano prevede investimenti e formazione professionale mirata.

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