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Pubblicata una tabella sulle prossime tappe da raggiungere per la finanza sostenibile

Regole sulla finanza sostenibile, ci pensa l’ESMA. Lo European Securities and Markets Authority – l’autorità di regolamentazione e vigilanza dei mercati finanziari dell’Ue – ha pubblicato una tabella che contiene le tappe fondamentali dal 2021 al 2028 nell’ambito della finanza sostenibile. Si tratta di un recap su alcune disposizioni molto discusse, tra cui regolamento SFDR, direttiva CSRD, Tassonomia.  

Sul regolamento SFDR (informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari): il 30 giugno è stato il limite per la prima dichiarazione degli operatori del mercato finanziario sui PAI prevista dall’SFDR, che si riferisce al periodo di riferimento che va dal primo gennaio al 31 dicembre 2022. 

Si tratta di una dichiarazione annuale, il percorso è partito a giugno 2021, poi a gennaio 2022 è stato applicato l’articolo 11 SFDR che riguarda la trasparenza della promozione delle caratteristiche ambientali o sociali e degli investimenti sostenibili nelle relazioni periodiche. Infine, a dicembre 2022 è il momento dell’articolo 7 SFDR, relativo alla considerazione dei principali effetti negativi (PAI) sui fattori di sostenibilità da parte di un prodotto finanziario

Sulla CSRD: verrà applicata, come sottolinea l’ESMA, alle società attualmente soggette alla Non-Financial Reporting Directive (NFRD) a partire dal primo gennaio 2024. Nella timeline l’ESMA ricorda le successive date di applicazione della direttiva: dall’1 gennaio 2025 saranno soggette alla normativa tutte le grandi imprese, le PMI quotate e le istituzioni finanziarie piccole e non complesse su base facoltativa. Dall’1 gennaio 2028, invece, verranno coinvolte anche le società di paesi terzi e le PMI quotate e le istituzioni finanziarie di piccole dimensioni (non più su base facoltativa). 

Su tassonomia: nel  2020 la Commissione Ue ha introdotto nel sistema normativo europeo la tassonomia delle attività economiche eco-compatibili, una classificazione delle attività che possono essere considerate sostenibili in base all’allineamento agli obiettivi ambientali dell’Ue. Poi sono stati pubblicati atti delegati che analizzano i criteri tecnici che permettono di stabilire a quali condizioni ciascuna attività economica fornisce un contributo sostanziale ad almeno uno dei sei obiettivi identificati: la mitigazione degli effetti del climate change, l’adattamento al climate change, l’uso sostenibile e la protezione dell’acqua e delle risorse marine, la transizione verso un’economia circolare, la riduzione degli sprechi e il riciclo dei materiali, il contenimento dell’inquinamento e la tutela degli ecosistemi.

Da gennaio 2022, le informazioni sui prodotti in base agli articoli 5 e 6 della tassonomia – richiedono che venga indicata la percentuale di allineamento alla tassonomia dei prodotti che hanno come obiettivo investimenti sostenibili dal punto di vista ambientale – hanno iniziato ad essere applicate ai primi due obiettivi ambientali (mitigazione e adattamento). L’ESMA evidenzia che nel periodo tra gennaio 2022 e il 31 dicembre 2023 sia le imprese finanziarie che quelle non finanziarie hanno iniziato a dichiarare l’idoneità dei prodotti e delle attività alla tassonomia e le eventuali attività non ammissibili ai sensi dell’articolo 8 del regolamento, secondo cui le organizzazioni che dal gennaio 2024 saranno soggette alla CSRD dovranno divulgare informazioni in merito all’allineamento alla tassonomia utilizzando alcuni indicatori quali fatturato, spesa in conto capitale e spesa operativa.

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