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Analisi QS Sustainbility Rankings: avanti Berkeley, poi Toronto e British Columbia. Padova (61esima) è la prima italiana

Berkeley University (California), Università di Toronto e la University of British Columbia: è il terzetto dei primi tre atenei ritenuti più sostenibili al mondo. E’ quanto ha valutato il QS Sustainability Rankings 2023, ossia la graduatoria che valuta le performance di sostenibilità sociale e ambientale di 700 università a livello mondiale. La classifica è stata ideata per misurare le capacità di un ateneo di affrontare le maggiori sfide ambientali, sociali e di governance globali (Esg). 

Si tratta di un parametro che gioca un ruolo fondamentale per la transizione energetica, influenzando le politiche municipali e internazionali attraverso la ricerca scientifica e le partnership istituzionali e determinando un’offerta formativa che aumenti la conoscenza su tematiche essenziali per lo sviluppo sostenibile

Secondo il ranking di QS, ciascuna università è valutata su otto indicatori chiave: istituzioni sostenibili, formazione sostenibile, ricerca sostenibile, uguaglianza, scambio di conoscenze e competenze, impatto della formazione, prospettive occupazionali e qualità della vita.

Nel 2023 sul podio delle università sostenibili, dopo il terzetto al comando, ci sono l’Università di Edimburgo e poi a pari merito le australiane University of Sydney e University of New South Wales, seguite da quella di Tokyo. Per trovare altra traccia d’Italia si arriva alla 61esima posizione con l’Università di Padova, al settantaquattresimo posto poi La Sapienza di Roma e al centododicesimo la Statale di Milano. Dopo le università di Firenze (144), Torino (151), Bologna (191), Pisa (221) e Genova (261), mentre il Politecnico di Milano si colloca al 401 esimo posto.

Gli indicatori di impatto sociale sono “occupazione e opportunità” che nel punteggio complessivo ha un peso del 20%, “uguaglianza” con un peso del 30%, “qualità della vita” (10%), “impatto dell’istruzione” (20%), “scambio di conoscenze e competenze” (20%).

In particolare, con occupazione e opportunità valuta la capacità di un’istituzione di avviare i laureati a una carriera di successo e la forza dei legami che l’università ha con datori di lavoro e aziende. Il punteggio incorpora dati nazionali sull’occupazione e interviste agli ex allievi per comprendere come e se siano stati preparati al percorso lavorativo post studi.

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