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Il 43% degli intervistati riporta che gli obiettivi aziendali e ambientali sono ora più strettamente allineati rispetto a cinque anni fa

Le aziende si aspettano sempre più che le loro strategie ESG contribuiscano positivamente ai risultati finanziari, ma solo una piccola fetta è fiduciosa sui requisiti di rendicontazione sostenibile in diverse giurisdizioni. Lo rivela un nuovo sondaggio pubblicato dalla società di servizi professionali KPMG con lo studio KPMG US ESG Survey, realizzato attraverso l’ascolto di 200 leader aziendali con responsabilità per gli aspetti della strategia ESG delle loro aziende con oltre un miliardo di dollari di fatturato in diversi settori. L’indagine KPMG ha indicato che i leader aziendali vedono una connessione crescente tra la loro sostenibilità e le strategie aziendali: il 43% degli intervistati riporta che gli obiettivi aziendali e ambientali sono ora più strettamente allineati rispetto a cinque anni fa. Il dato arriva al 66% tra le imprese con oltre 10mila dipendenti. 

Gli investitori puntano sulle metriche ESG

I leader aziendali hanno identificato l’efficacia delle fusioni e acquisizioni come l’area principale in cui i fattori ESG potranno determinare un valore aggiunto alle loro attività: il 41% spiega che l’impegno ESG aggiunge un notevole valore finanziario, mentre altre aree principali includono l’accesso a nuove fonti di capitale al 35% e la fidelizzazione dei clienti al 34%. Secondo lo studio KPMG, mentre i leader aziendali prevedono di generare valore e opportunità dalle loro strategie di sostenibilità, una parte ha riferito di essersi sintonizzata sulle attività ESG. Mentre un sondaggio KPMG dello scorso anno indicava che il 59% stava pianificando di sospendere o riconsiderare i propri sforzi ESG alla luce dell’incertezza economica, il nuovo sondaggio ha rilevato che il 55% ha effettivamente aumentato i propri sforzi di sostenibilità, nonostante la potenziale recessione. 

Invece solo la quarta parte degli interpellati ha detto di aver proceduto al ridimensionamento degli investimenti. Infine, anche se i dirigenti hanno segnalato una crescente pressione per aumentare la trasparenza sui loro progressi e sforzi in materia di sostenibilità, la fonte maggiore di questa pressione non è venuta dai regolatori, ma piuttosto dai partner della catena di fornitura: l’88% degli intervistati che afferma che questi stakeholder chiedono maggiore reporting e trasparenza.

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