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Causa intentata contro colossi di petrolio e gas per i danni consapevoli al cambiamento climatico
La battaglia ambientalista in California sale di colpi. Lo stato americano a guida democratica ha infatti intentato una causa contro i colossi del petrolio e del gas, riconosciute come Big Oil: avrebbero nascosto nelle loro politiche i rischi derivanti dal climate change con danni stimati in tre miliardi di dollari. La California chiede un maxi risarcimento danni, un contributo che somiglia a un risarcimento danni per mitigare i costi del riscaldamento globale causato dai combustibili fossili. La notizia è stata riportata dal Financial Times e il governo californiano si è schierato contro diversi pezzi grossi come ExxonMobil, Shell e BP oltre a ConocoPhillips, Chevron e American Petroleum Institute. Secondo il contenuto del ricorso, i leader aziendali del settore petrolifero e del gas erano a conoscenza che puntare sui fossili avrebbe determinato effetti catastrofici sul clima, ma l’avrebbero nascosto in nome dell’interesse economico, determinando così un ritardo nella risposta sociale al riscaldamento globale. La California, va ricordato, negli ultimi tempi è stata devastata da oltre un anno di siccità cui hanno fatto seguito le alluvioni.
La legge californiana per il calcolo delle emissioni prodotte sulla catena del valore
L’azione contro le Big Oil arriva poco dopo l’approvazione di una nuova legge che impone alle aziende che inquinano di calcolare e rivelare le emissioni di carbonio legate alla fornitura e all’uso dei loro prodotti, lungo tutta la catena del valore. Quest’ultimo procedimento si aggiunge a un elenco di oltre 40 casi di contenzioso sul clima presentati da stati e comunità statunitensi contro l’industria del petrolio e del gas.
A livello globale, secondo una ricerca dell’Onu e della Columbia University, il numero di casi giudiziari legati al clima è raddoppiato nei cinque anni tra il 2017 e l’estate 2023, sebbene la maggior parte dei casi negli Stati Uniti è stata archiviata.