Tempo di lettura: < 1 minuto

Loading

Normative bancarie troppo rigide, il settore ha registrato una significativa contrazione del 36%

Normative bancarie troppo rigide, i prestiti sostenibili sono in calo. Questo è quanto ha scritto l’agenzia Reuters, che evidenzia la crisi dei sustainability-linked Loans (SLL), nel mirino da parte delle banche in risposta alla crescente pressione normativa e per conferire maggiore credibilità a un mercato che sperano di far crescere. Nel corso del 2023, il settore ha registrato una significativa contrazione del 36%, con Reuters che cita i dati del London Stock Exchange Group (LSEG) passando da 480 miliardi di dollari nel 2022 a 310 miliardi di dollari nel 2023. E il down si è riflesso anche nei volumi totali dei prestiti, in diminuzione del 21%. 

Questa tendenza è stata influenzata principalmente dalla stretta normativa e dalle sfide affrontate dalle banche nel promuovere la sostenibilità attraverso gli strumenti finanziari. Le banche si trovano a dover fornire standard più severi, come previsto dalla normativa, senza però frenare la domanda di SLL, che a differenza dei prestiti legati a progetti specifici consentono ai mutuatari di utilizzare il denaro raccolto come preferiscono. Il rischio, qualora le banche non richiedessero requisiti più stringenti per ottenere un prestito ESG, è di incorrere in pratiche di greenwashing

La crisi parte da lontano

A giugno, la Financial Conduct Authority (FCA) britannica ha sollevato preoccupazioni sull’integrità del mercato degli SLL. Tra i punti critici, la FCA ha evidenziato incentivi deboli, potenziali conflitti di interessi e obiettivi poco ambiziosi. In risposta, le banche hanno introdotto sanzioni più rigorose nei SLL, aumentando i costi del prestito in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi ESG. Inoltre, le istituzioni finanziarie stanno valutando clausole che possano innescare un default se un mutuatario non rispetta gli impegni di sostenibilità.

Articoli correlati