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Il rischio è doversi uniformare a norme come la CSRD

Il reporting sul clima negli Stati Uniti non è esattamente la priorità delle aziende, anche per la tendenza registrata negli ultimi mesi da parte di una ventina di stati a ostacolare l’osservanza dei criteri ESG. Secondo la SEC, Securities and Exchange Commission, un passo in avanti sul reporting potrebbe però potenzialmente aiutare le aziende ad affrontare requisiti di divulgazione legati al clima più onerosi in altre giurisdizioni. In alternativa, la mancanza di una normativa statunitense avrebbe maggiori probabilità di costringere molte aziende a conformarsi a norme di rendicontazione straniere come quelle previste dalla Direttiva Corporate Sustainable Reporting (CSRD) dell’Ue, sia sulla rendicontazione delle emissioni della catena di fornitura dell’ambito 3, sia sulla doppia materialità in base al quale le aziende sono tenute a riferire su come si aspettano che i cambiamenti climatici e ambientali influenzino le loro attività, nonché il modo in cui influiscono sulle persone e sul pianeta.

La SEC ha pubblicato la sua proposta di norme sulla divulgazione delle informazioni di sostenibilità nel marzo 2022, che richiederebbero alle aziende statunitensi di fornire informazioni sui rischi climatici a cui vanno incontro le loro attività e prevede di affrontare tali rischi, insieme a parametri che descrivono in dettaglio l’impronta climatica operativa delle aziende e, in alcuni casi, le emissioni determinate dalla catena del valore. Il periodo per commentare la norma proposta è terminato alla fine dell’anno scorso, ma la Commissione deve ancora emanare una norma definitiva.

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