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Dalla remunerazione più equa allo spazio per gli artisti in lingue minoritarie, la riforma Ue
Non solo l’equo compenso rivendicato ormai da tempo dagli artisti che popolano le piattaforme musicali di streaming ma anche la tutela della diversità. Nel complesso e variegato panorama che mette Spotify e altri colossi della musica liquida, come Amazon Music, di fronte agli artisti, si inserisce anche il Parlamento europeo che – con l’appoggio del gruppo delle Società Europee degli Autori e Compositori (European Author’s Societies) che assembla oltre 30 società di autori in Europa – una decina di giorni fa ha approvato la richiesta di una legge in grado di regolare il mercato musicale dello streaming per ridurre la precarietà degli artisti che certamente non si arricchiscono attraverso la loro produzione musicale.
Dunque, secondo il Parlamento Ue si dovrebbe andare oltre il pagamento striminzito degli stream – pochi centesimi per ogni clic sulla piattaforma prescelta -, con una remunerazione più equa. Anche questo rientra nell’ambito della sostenibilità sociale, così come la voce della tutela delle diversità. C’è la volontà di dare adeguata copertura normativa a un tema, quello delle royalties, che non è stato ancora normato, nonostante la diffusione e i guadagni dei colossi della musica in streaming. Ma per ora si tratta di un appello dello stesso Parlamento alla Commissione Ue.
I dati e l’IA
Riferisce sempre il Parlamento Ue che il microcosmo delle piattaforme in streaming rappresenta il 67% dei ricavi complessivi dell’industria discografica. Un dato che forse ha fatto riflettere alcuni dei giganti del settore come Universal Music, in trattativa allo stato attuale per aggiornare i pagamenti degli stream di cantanti e musicisti, ma al Parlamento Ue è stato chiesto anche una maggiore visibilità per gli artisti europei e pure per le opere musicali in lingue che non siano inglese o spagnolo o di autori indipendenti. Ovviamente l’uso intensivo dell’intelligenza artificiale è un’ulteriore tema che arricchisce e rende più complessa la discussione: sul punto, i deputati europei hanno invocato disposizioni legali per garantire che sia assicurata la trasparenza degli algoritmi sulle piattaforme in streaming.