Tempo di lettura: < 1 minuto

Loading

Giancarlo Della Monica, responsabile di Grottaferrata Sostenibile: “Risulta una contrazione dei prelievi diretti sulla falda acquifera”

Un piano salva-Lago Albano, che potrebbe passare anche attraverso un sistema di canalizzazione che permette, quando piove, di incrementare la quantità di acqua che confluisce nel bacino. A lavorarci le Istituzioni coinvolte, che il 13 marzo scorso hanno fatto il punto in una riunione indetta dall’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Centrale e dagli enti che hanno diritto di emungimento dalla falda acquifera, alla presenza della Regione Lazio, di dirigenti della Città Metropolitana e di Acea Ato 2, dei sindaci di Albano e Castelgandolfo e del Commissario straordinario del Parco dei Castelli Romani, Ivan Boccali

I prelievi diretti sulla falda acquifera del lago Albano si sarebbero comunque ridotti negli ultimi giorni, come segnala Grottaferrata Sostenibile, l’unica associazione che continua a monitorare il livello di prelievi diretti sulla falda del lago nell’area dei Castelli Romani, da cui attingono acqua Acea, il Vaticano (per le Ville Pontificie) ed Eni. Un prelievo da 300 litri al secondo per alimentare i Comuni di Albano, Ariccia e Castel Gandolfo – quasi 26 mila metri cubi al giorno, come emerso dalle prime denunce sulla questione.

Come racconta a Sostenibileoggi.it Giancarlo Della Monica, responsabile dell’associazione, “risulta una contrazione dei prelievi diretti sulla falda acquifera, che è il primo e importante segnale di un cambio di marcia”. La situazione, in ogni caso, resta decisamente critica: secondo quanto riferisce Grottaferrata Sostenibile, il livello dell’acqua della falda è sceso di 43 centimetri da marzo 2023 a marzo 2024

Articoli correlati