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Prima causa (rigettata) per inazione allo Stato italiano da cittadini e associazioni
Lo Stato responsabile perché inerte di fronte al climate change, soprattutto sulla riduzione delle emissioni. Un’accusa che ha portato un gruppo tra cittadini e associazioni a fare causa per ‘inazione’, in sostanza inadempienza su accordi stipulati in sede nazionali e internazionale sul cambiamento climatico. In particolare, i querelanti (in totale sono stati 204) si sono attivati per il rispetto degli impegni presi sull’Agenda 2030Agenda 2030 L'agenda 2030 è un termine utilizzato per riferirsi al Programma di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite approvato nel settembre 2015. Questo programma è composto da un insieme di 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG, Sustainable Development Goals) che... Approfondisci, che prevede la riduzione fino al 92% delle emissioni di gas serraGas serra: cosa sono e quale impatto hanno sull'ambiente Definizione di gas serra Cosa sono i gas serra I gas serra sono una serie di composti chimici presenti nell'atmosfera che hanno la capacità di trattenere il calore proveniente dal Sole,... Approfondisci, mentre il tanto discusso Pniec (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) fissa la contrazione delle emissioni al 36%.
Il difetto di giurisdizione
La causa, si legge, è stata depositata tre anni fa al Tribunale Ordinario di Roma e ha prodotto esiti negativi: è stata rigettata perché ritenuta “inammissibile”, perché nessun tribunale potrebbe decidere sul tema, quindi per difetto di giurisdizione. Ma questa stessa causa costituisce sicuramente un precedente: è il primo caso sul territorio italiano, mentre questo tipo di iniziativa si è già avuta in altri Paesi. Se ne contano oltre mille: il caso più mediatico si è avuto in Germania: la Corte Costituzionale tedesca ha obbligato il governo a modificare la legge sul clima per renderla più stringente, più severa. E altri casi spinosi si sono verificati in Irlanda e nei Paesi Bassi.