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Due opzioni per fermare la perdita d’acqua: dal limite ai prelievi diretti all’ipotesi di un sistema di canalizzazione dell’acqua piovana

Durante l’attuale primavera c’è stato un timido recupero, ma davvero insufficiente ad affrontare l’imminente stagione calda che ormai si protrae fino alla fine di ottobre. Noterete infatti il brusco calo estivo che c’è stato nel 2023 e che con tutta probabilità non mancherà anche nel 2024 e che in 4 mesi causerà un calo ulteriore di 500/600 mm. Insomma un quadro estremamente critico che necessiterebbe l’adozione di immediate misure di salvaguardia, ben note da molti anni e mai adottate”. Si tratta di un estratto del messaggio pubblicato su Facebook dall’Associazione Grottaferrata Sostenibile, che da tempo si spende, con pubblicazione di notizie, grafici e dati, per parlare della perdita d’acqua che si verifica sulla falda acquifera del lago Albano, nell’area dei Castelli Romani, da cui attingono acqua Acea, il Vaticano (per le Ville Pontificie) ed Eni. Un prelievo da 300 litri al secondo per alimentare i Comuni di Albano, Ariccia e Castel Gandolfo – quasi 26 mila metri cubi al giorno, come emerso dalle prime denunce sulla questione. Sono andati persi altri 15 centimetri in pochi mesi, durante l’autunno-inverno. secondo quanto emerge dalle misurazioni dell’altezza del livello delle acque del bacino dall’Autorità di Bacino dell’Italia Centrale effettuate con un teleidrometro: da 2,66 metri a settembre 2023 a 2,51 metri il 14 aprile 2024. Addirittura 11 cm persi nella settimana che va dal 7 al 14 aprile.  Una discesa senza sosta.

Questa è una questione che va avanti da mesi. Come rivela il sito IlCaffe.tv, ci sono state due riunioni interistituzionali – una a novembre 2023, la seconda a marzo 2024 – per arrivare a trovare una soluzione che fermi la perdita d’acqua, con l’arrivo del periodo più caldo dell’anno. Sembrerebbero due le strade, su cui si cela l’assoluto riserbo, segnale che la questione è delicata. La prima è imporre una riduzione decisa dei prelievi diretti di cui si avvalgono, da anni, Acea Ato 2, Vaticano ed Eni. C’è poi il secondo filone di pensiero che porterebbe alla realizzazione di un sistema di canalizzazione che permetta di aumentare, quando piove, l’acqua che confluisce nel bacino, canalizzando l’acqua piovana. Questo è il quadro per evitare il dissanguamento d’acqua del lago: due piani Salva Lago, appunto. Per ora, regna il silenzio. Ma l’estate arriva, anzi è già arrivata.

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