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68% di voti a favore, compresa l’Italia: la maggioranza relativa era a quota 65%

Alla fine, è arrivata la ratifica: la direttiva europea sulla due diligence aziendale, l’ormai celebre Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) ha ricevuto l’approvazione da parte dei ministri che fanno parte dell’area Ue, con il 68% dei pareri a favore, poco oltre la soglia del 65% necessario per arrivare così alla maggioranza qualificata. Ha fatto parte del blocco dei Paesi aderenti al testo anche l’Italia, che era stata – assieme alla Germania – una delle voci più critiche. Il nodo era l’imposizione burocratica determinata dal testo e l’aumento dei costi degli approvvigionamenti a livello industriale. Invece poi è passata una versione light, con Roma protagonista: il testo si concentra sulle aziende con oltre mille dipendenti e 450 milioni di fatturato, che hanno più strumenti – e più mezzi – per andare a misurare l’impatto sulla propria supply chain. E si è riusciti anche a fare in tempo, prima delle elezioni Ue. 

La direttiva 

Entra in vigore tra tre anni e sarà appunto indirizzata verso le imprese, che dovranno essere dotate degli strumenti per la valutazione dell’impatto su ambiente e rispetto dei diritti umani dei lavoratori della catena del valore. In precedenza, non aveva ottenuto l’approvazione finale del Consiglio europeo e a nulla era servito l’accordo che era stato raggiunto a fine dicembre tra Consiglio Ue e Parlamento Ue con la produzione di un testo provvisorio. 

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