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Il leader di IV e candidato per gli Stati Uniti d’Europa: “Servono investimenti su nucleare di nuova generazione e su gas e pipeline, e IA applicata all’energia”
“Serve la tecnologia, il nucleare di nuova generazione, l’intelligenza artificiale applicata all’energia e al risparmio energetico, investimenti sul gas e sulla pipeline”. La visione sull’ambientalismo “spinto”, “ideologico”, così definito dal leader di IV e candidato per gli Stati Uniti d’Europa Matteo Renzi a SostenibileOggi a un recente evento all’Unione Industriali di Napoli, schierandosi contro il nome di Ursula von der Leyen per il bis al vertice della Commissione Ue, è uno dei pochi passaggi in realtà significativi espressi dai leader politici scesi in campo per le elezioni Europee sul tema del cambiamento climatico. Anche se Renzi, a differenza del quartetto Meloni-Schlein-Tajani-Calenda, ha detto chiaramente che andrà in Europa, se fosse eletto.
“La stragrande maggioranza dei leader è talmente falsa nel proprio approccio alle Europee che si sta candidando dicendo da subito che anche se eletti non andranno al Parlamento europeo, il che costituisce uno scandalo e una vergogna solo italiani”, ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio, ripercorrendo così le parole consegnate dall’ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti del governo Draghi, Enrico Giovannini a SostenibileOggi sull’anomalia tutta italiana: “Siamo all’ennesima campagna elettorale dominata da dinamiche nazionali e pesa il fatto che si candidano leader nazionali al Parlamento europeo, mentre altrove non accade, ma anche al fatto che la stampa fa domande non sul futuro dell’Ue, ma sulle questioni nazionali”.
E se Renzi insiste da giorni, in campagna elettorale, sulla preferenza di Tajani per Ursula von der Leyen (anziché Draghi, il preferito del leader di IV), lo stesso vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia ha recentemente riferito anche ad Adnkronos che “alcune visioni del New Green Deal sono poi sbagliate, con politiche ambientali che vanno in direzione contraria alle attività produttive e al lavoro degli agricoltori. Al Parlamento Ue stiamo lavorando con grande equilibrio sul ‘farm to fark‘ per avere maggiore equilibrio tra ambiente e agricoltura, non vogliamo distruggere agricoltura e industria nel nome di un fanatismo ambientale”.