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Si chiama Fashion Pact: una riunione dei dirigenti dei marchi, con obiettivo la riduzione delle emissioni Scope 1 e 2 entro il 2050
Clima, biodiversità e tutela degli oceani. Il fashion, che è parecchio sotto la lente per la questione del greenwashingGreenwashing Il greenwashing è una pratica sempre più diffusa e criticata, in cui aziende e organizzazioni adottano una facciata di responsabilità ambientale, spesso per motivi di marketing, mentre le loro azioni reali possono essere in contrasto con i principi di... Approfondisci, con problemi che non toccano solo i colossi del fast fashionFast Fashion: definizione e impatto ambientale e sociale Il Fast Fashion è un modello di produzione e consumo nell’industria dell’abbigliamento caratterizzato da cicli di produzione rapidi, costi ridotti e alta rotazione delle collezioni. Questo sistema ha trasformato il mercato della... Approfondisci come Shein e Temu, prova a strutturarsi per allineare la produzione ai criteri sostenibili.
Ecco quindi il Fashion Pact, anche se in realtà esiste già da un po’, spinto dall’esigenza delle aziende che devono essere in prima linea nel ripensamento della produzione, lavorando da comparto industriale. Si tratta di un’associazione che si definisce ‘CEO-Led’, cioè guidata dagli amministratori delegati delle imprese firmatarie (sono 24 CFO), quindi con impegno in prima persona sul rispetto delle tre linee guida prima citate. I marchi che si legano al Fashion Pact si impegnano ad annullare le emissioni nette entro il 2050 sia su Scope 1 che Scope 2. Negli obiettivi c’è anche l’impegno ad alimentare il 100% delle proprie operazioni via energie rinnovabiliEnergia rinnovabile L'energia rinnovabile è fonte di energia proveniente da risorse naturali che si rinnovano rapidamente, come il sole, il vento, l'acqua e la biomassa. È una forma di energia pulita e sostenibile che contribuisce a ridurre le emissioni di... Approfondisci entro il 2030. Inoltre – ed è l’impegno più prossimo – il 25% delle materie prime dovrebbe determinare un impatto meno inquinante sull’ambiente entro il prossimo anno. All’interno dell’associazione ci sono anche famosi brand italiani, da Armani a Calzedonia, Geox e Prada.