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I clienti si lamentano per l’assenza di informazioni disponibili e temono il greenwashing

Sul tema degli investimenti ESG c’è ancora parecchia distanza tra il pensiero e il lavoro dei consulenti finanziari e dei potenziali investitori. Lo rivela un recente report realizzato dalla Consob, insieme all’Università Roma Tre, centrato sulla relazione esistente tra consulente-cliente riguardo gli investimenti sostenibili, con la mission di eliminare la distanza, almeno di carattere informativa, tra le parti. 

In sostanza, rileva lo studio, non ci sarebbe questo allineamento sugli obiettivi ESG. I clienti si lamentano per l’assenza di informazioni disponibili, di mancanze nell’offerta di prodotti ESG e con poche e non specifiche informazioni sul rendimento per gli investitori. Il greenwashing è invece lo spauracchio che in questo momento legherebbe le mani e quindi gli investimenti sostenibili dei potenziali investitori. 

I consulenti 

Eppure un recente studio del Centro Studi & Ricerche Anasf, in merito alle capacità dei consulenti finanziari, ha evidenziato che sono sempre più preparati sul tema della sostenibilità, al punto che oltre il 50% degli intervistati (sono stati in totale 550) è dotato di una certificazione professionale e poi c’è il 46% che ne ha una in una delle tre categorie dell’acronimo. Un altro elemento che arriva dallo studio è la crescita del ventaglio di opzioni di prodotti sostenibili. Inoltre si è alzata la soglia anche dei diplomati tra i consulenti finanziari (sono il 53%) e dei laureati (al 35%).

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