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Sono garantite solo per il 15% dei bisognosi e sette regioni non sono strutturate

Accesso alle cure palliative pediatriche garantito solo al 15% degli aventi bisogno. Sono 30 mila bambini in Italia e ci sono sette regioni che non sono dotate di strutture dedicate. Questo è lo scenario delineato dall’associazione di volontariato Peter Pan ODV, che accoglie i pazienti oncologici a Roma, insieme alle famiglie. Uno scenario devastante, su cui non influisce solo la distanza nei livelli delle prestazioni tra le regioni, ma anche la difficoltà da parte delle famiglie ad accettare il passaggio da una terapia medica a quella di puro supporto. In una recente tappa del giro d’Italia dell’ODV si è messa in evidenza l’importanza della figura del caregiver, che è coinvolto nella somministrazione delle cure e nel garantire il benessere emotivo dei pazienti. Quasi sempre è un componente della famiglia, soprattutto la madre dell’ammalato. 

La legge sulla terapia del dolore

Sulle cure palliative dispone la legge 38/2010: sancisce che ogni cittadino, indipendentemente dall’età, vanta il diritto di accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore che devono essere ritenute obiettivi prioritari del Piano Sanitario Nazionale. Negli anni ci sono stati diversi interventi normativi e si è arrivati al punto che per il bambino deve essere prevista una rete assistenziale specifica e dedicata per le cure palliative e la terapia del dolore.

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