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Aumenti fino a 72 euro per tagliando. Alcuni incrementi partiranno dal prossimo anno

Si potrebbe definire il costo della transizione ecologica, oppure un costo ambientale per l’adozione dei carburanti che inquinano meno, i SAF (Sustainable Aviation Fuels). Ci si riferisce agli aumenti annunciati dalla compagnia aerea tedesca Lufthansa, che in questi giorni ha ottenuto l’avallo dall’Ue per la fusione con Ita Airways: il costo ambientale arriverà fino a 72 euro per biglietto. Non c’è dubbio, un bel colpo sulla tasca dei consumatori, mentre il colosso tedesco, come ha informato, prova a trovare la quadra per bilanciare entrate e uscite in base alle nuove norme sull’aviazione imposte dall’Ue, orientata verso la riduzione delle emissioni. Il settore sarebbe colpevole del 2% delle emissioni totali, che nel quinquennio 2013-2018 cresciute del 32%. Dunque, il prezzo aumenterà tra 1 euro e 72 euro (aumento imposto sui tagliandi in business class): dipenderà dal tipo di biglietto su tutti i voli in partenza dai paesi dell’Unione Europea, Gran Bretagna, Norvegia e Svizzera. Alcuni aumenti scatteranno dal prossimo anno. 

Secondo alcune stime di Deloitte, entro il 2050 si potrebbero ridurre del 75% le emissioni dei voli a lungo raggio grazie all’utilizzo di carburanti alternativi e abbattere del 60% le emissioni dei velivoli leggeri e voli a corto raggio grazie all’utilizzo della propulsione elettrica. Come Lufthansa, Air France-KLM ha imposto un contributo SAF due anni fa, con aggiunta fino a 12 euro sulle tariffe business (4 per l’economy), invece niente aumenti per EasyJet, che punta forte sull’idrogeno.

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