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Il Private Label Manager & Sustainbility Coordinator, Monica Dimaggio: “Nuove normative porteranno la GDO a interrogarsi sulle catene di fornitura”
La lotta contro lo spreco alimentare attraverso la partnership con il Banco Alimentare e con la famosa app Too Good to Go, poi uno sguardo sul complesso rapporto tra la GDO e la sostenibilità, soprattutto sulle nuove normative stabilite dall’Unione europea. Ne ha parlato a SostenibileOggi il Private Label Manager & Sustainability Coordinator di Penny Market Italia, Monica Dimaggio. I punti vendita di Penny Market in Italia sono 350, con sette centri di distribuzione e circa tremila dipendenti. Il primo Bilancio di Sostenibilità di Penny Italia, con rendicontazione al 2021 e visione sul 2022 è stato elaborato con il supporto metodologico dei professionisti di PwC Italia. La strategia sostenibile del Gruppo ha preso il nome di “Viviamo Sostenibile”.
Quali sono le principali iniziative sulla sostenibilità di Penny?
“Viviamo Sostenibile” riflette il modo in cui l’azienda vive e intende il business ogni giorno: il business va innovato affinché anche i prodotti siano veicolo di un approccio sostenibile in tutta la catena di fornitura. L’azienda lo scorso anno ha lanciato una marca privata dedicata all’agricoltura verticale. In questo senso, la tecnologia aeroponica è la nuova frontiera in termini di agricoltura sostenibile, che rispetta le risorse del Pianeta e quindi si tratta di una produzione con il 95% di acqua in meno, con zero pesticidi e ridotto utilizzo di suolo in una filiera decisamente corta e tutta italiana.
Un altro tema che sta a cuore è lo spreco alimentare.
Siamo molto attivi sul tema nei nostri punti vendita, c’è un’accorta modalità degli ordini, quanto più in linea con le richieste di vendita, poi c’è l’accordo con il Banco Alimentare, per cui abbiamo realizzato una cassetta salva-spreco che viene fatta nei nostri punti vendita su frutta e verdura a un prezzo politico, con riverbero dal punto di vista sociale: spendendo due euro si possono avere quattro euro di merce, con percentuale al Banco Alimentare. Poi, c’è la partnership con l’app Too Good To Go in 450 punti vendita. Così alimentiamo la lotta contro lo spreco, a ottobre si arriverà a 200 mila pasti salvati.
La GDO e la sostenibilità, quali sono i passi in avanti da fare, alla luce delle nuove normative Ue?
I regolamenti sono sempre più stringenti e ci toccano: dalla Deforestation Law alla normativa sulla due diligence (la Csdd), sarà un contesto sfidante per noi e porterà la grande distribuzione a interrogarsi sulle catene di fornitura, cosa che noi come gruppo facciamo già. Poi c’è la questione della trasparenza, indipendentemente dalla CsrdCSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) è una direttiva dell'Unione Europea che obbliga le aziende di grandi dimensioni a divulgare informazioni dettagliate sul loro impatto sociale e ambientale, promuovendo la trasparenza e la sostenibilità aziendale. Approfondisci che per noi andrà in vigore dal 2026: una maggiore trasparenza cancellerà il problema del greenwashingGreenwashing Il greenwashing è una pratica sempre più diffusa e criticata, in cui aziende e organizzazioni adottano una facciata di responsabilità ambientale, spesso per motivi di marketing, mentre le loro azioni reali possono essere in contrasto con i principi di... Approfondisci. Sappiamo che la sostenibilità dispone di un perimetro ampio. Trasparenza, concretezza e approccio alle nuove regolamentazioni saranno dei temi importanti. Abbiamo impiantato una governance di sostenibilità, con l’obiettivo di avere un comitato strategico che identifica e condivide tutto quello che è il nostro piano di sostenibilità, sul breve e lungo periodo. L’uso della governance della sostenibilità è la chiave per avere successo sul piano della sostenibilità nel prossimo futuro.