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La candidata dem in passato era pronta a vietare la procedura, ma il settore vale migliaia di posti di lavoro

Intransigente – anche più dell’attuale presidente ed ex candidato dem alla Casa Bianca, Joe Biden – sul cambiamento climatico: Kamala Harris ritiene che la sua corsa alla presidenza passerà anche attraverso la sua politica radicata a favore dell’ambiente, delle rinnovabili, nell’incastro tra politica climatica e politica industriale. Sullo sfondo c’è sempre l’Inflation Reduction Act, con 370 miliardi di dollari tra sgravi fiscali e sussidi sullo sviluppo delle rinnovabili. Un programma che Harris ha sottoscritto e spinto assieme a Biden, anche se nel frattempo le concessioni petrolifere sono incrementate e gli Stati Uniti si sono confermati come Paese leader a livello mondiale nell’estrazione del greggio

La questione fracking

Questo è un tema centrale, ricordato anche da Trump durante un comizio in Pennsylvania (stato chiave per il successo alle presidenziali) che è ricca di energia e dove l’industria del gas naturale conta diverse migliaia di posti di lavoro. In passato Harris si era detta pronta a vietare il fracking (tecnologia utilizzata per l’estrazione del petrolio), mentre ora sembra aver assunto un atteggiamento più morbido, orientandosi maggiormente sulla distanza sul posizionamento climatico rispetto alla linea di Donald Trump. Il fracking determina preoccupazioni sull’inquinamento delle riserve idriche locali. Alcuni gruppi ambientalisti hanno invocato un divieto nazionale. 

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