Tempo di lettura: < 1 minuto

Loading

Obiettivo è ridurre il peso della burocrazia e i costi della rendicontazione

La combinazione dei requisiti delle direttive Csrd e Csdd e della Tassonomia Ue in un regolamento unico, valido per tutte le aziende, riducendo così il peso della burocrazia e anche i costi della rendicontazione. Così l’Ue prova ad andare incontro alle aziende, dopo l’invito delle stesse aziende alla Commissione Ue: ridurre le normative, semplificare, affinché le imprese non cedano il passo sulle ambizioni ESG.

L’annuncio della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen in una conferenza stampa tenuta l’8 novembre su questo regolamento che sarà prodotto nel 2025 pare anche una decisione politica, che tiene conto di diversi aspetti e soprattutto delle indicazioni del piano Draghi sulla competitività Ue, che aveva puntato il dito sull’eccesso di normazione ESG per le imprese.

Nelle intenzioni, si tratta di snellire il numero di regole, tagliare dove si può senza intervenire sul contenuto delle leggi. L’obiettivo è ridurre gli obblighi di reporting per le imprese di almeno il 25% nella prima metà del 2025. Ma tanto è bastato per mettere in allarme le ONG e i think-tank di investimento sostenibile.

Articoli correlati