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Uno standard etico per sostenere pratiche di mercato eque

Il regolamento è stato adottato lo scorso 27 novembre ed è entrato in vigore il 13 dicembre. In questo modo, l’Ue ha fissato il suo impegno per i diritti umani vietando i prodotti realizzati con il lavoro forzato. Dunque, uno standard etico per sostenere pratiche di mercato eque che riguardano prodotti realizzati nell’area Ue e che vengono esportati, ma anche quelli importati.

A proposito dell’applicazione della normativa, gli Stati Ue dovranno nominare autorità per l’osservazione del regolamento, andando così a rimuovere quei prodotti segnalati come sospetti. Si tratta di un’azione decisa che l’Ue ha voluto portare avanti per proteggere il mercato sul rispetto dei diritti umani. Secondo uno studio pubblicato nei mesi scorsi dell’Organizzazione internazionale del Lavoro, dal 2014 i profitti da impiego forzato hanno infatti visto un aumento di 64 miliardi di dollari, producendo 236 miliardi all’anno. Solo quattro anni fa erano 27,5 milioni di persone coinvolte giornalmente in attività lavorative vessatorie.

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