Tempo di lettura: 2 minuti

Loading

Sensibilizzare i più giovani alla transizione ecologica attraverso videogiochi o giochi da tavola: ci crede l’Onu e ci puntano anche i colossi del settore videoludico

E’ un business con margine di crescita esponenziale ma anche una chiave d’accesso per l’educazione alla sostenibilità ambientale. D’altronde, il Rapporto Annuale di Playing for the Planet Alliance, il progetto lanciato dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, spiega come possano procedere a braccetto il gaming e la sostenibilità: ovvero come sia possibile, anzi come si debbano istruire i giovani ai comportamenti sostenibili attraverso il gioco, che siano videogiochi o anche giochi da tavolo. 

Il legame in realtà è stretto, fruttuoso. Lo pensano anche i 40 colossi dei videogame che hanno deciso di aderire al Programma Onu per l’Ambiente, sfruttando la potenzialità dei giochi schiacciatutto per sensibilizzare sulla questione ecologica. Anche perché l’industria dei videogiochi raggiunge una persona su tre, con oltre tre milioni di giocatori su scala mondiale. E il trend è ancora in ascesa.

Il Rapporto di Playing for the Planet Alliance ha mostrato come The Green Game Jam, iniziativa annuale che fa parte del Programma Onu per l’ambiente e che riunisce i maggiori produttori di console, videogame su pc e mobile, ha triplicato i suoi numeri nel 2021, quando il focus era la conservazione delle foreste e degli oceani. La tematica dell’edizione dello scorso anno invece è stata: “Il cibo, le foreste e il nostro futuro”.

In sostanza, il gaming è ritenuto un veicolo formidabile per arrivare alla generazione dei più giovani, ispirando al rispetto dell’ambiente e all’osservazione di comportamenti ecocompatibili. Ci hanno creduto per prima proprio le Nazioni Unite, che due anni fa hanno realizzato un gioco sull’importanza della salvaguardia dell’ozono: si chiama Reset Earth, è un gioco per mobile progettato per fornire ai giocatori una migliore comprensione del ruolo dell’ozono nella protezione del pianeta. 

Ma ci sono anche altri videogiochi famosi ispirati alla questione dell’ambiente come Imagine Earth, il videogioco realizzato dalle Nazioni Unite, dove lo scopo del gamer/smanettone è impedire a civiltà globale di sprofondare in una crisi climatica. La casa che ha prodotto il gioco ha deciso di impegnarsi tra l’altro nella piantumazione di alberi per compensare le emissioni di carbonio prodotte dal gaming. Due anni, dopo la pubblicazione di un Report sulla sostenibilità ambientale di Microsoft, per il celebre Minecraft (che appartiene a Microsoft) è stata lanciata una “Città della Sostenibilità”, in cui i gamer possono esplorare le tematiche connesse agli obiettivi green: produzione alimentare sostenibile, gestione delle foreste, abitazioni green, energie alternative.

Articoli correlati