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Studio Motus-E e CAMI: si può invertire trend occupazionale nel settore entro il 2030. Il Pnrr prevede investimenti per 741 mln di euro, ma i finanziamenti non sono ancora disponibili

La mobilità elettrica può invertire il trentennale trend dell’occupazione nel settore automobilistico entro il 2030. Recentemente a Roma si sono tenuti gli Electric Days (terza edizione, evento sulla transizione elettrica centrato sulla mobilità) e lo studio condotto da Motus-E e CAMI (Center for Automotive and Mobility Innovation dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, “mappa” oltre 2500 aziende italiane dell’automotive) ha evidenziato le opportunità che la transizione ecologica può rappresentare per aziende, istituzioni e consumatori, facendo leva sugli investimenti previsti dal Pnrr.

Il Piano europeo prevede 741 milioni di euro di fondi, ma i finanziamenti risultano ancora non disponibili per i richiedenti e la scadenza è stata fissata per la fine del 2025. Sono stati sbloccati invece i fondi per l’installazione, a proposito di mobilità elettrica, di circa 21 mila stazioni di ricerca per i veicoli elettrici su superstrade e centri urbani entro il 2025, come previsto nei due decreti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), registrati a gennaio dalla Corte dei Conti. Mancherebbe dunque un decreto attuativo per l’accesso ai fondi e si parla in questi giorni di ingenti investimenti da parte di società private, come i 200 milioni di euro della francese Electra, che intende realizzare una rete di ricarica veloce distribuita in maniera capillare in tutta Italia.

I due bandi del MASE dovrebbero produrre l’installazione di postazioni di ricerca di almeno 90kW nei centri urbani e nei testi si fa riferimento anche all’installazione di infrastrutture super veloci da 175kW con colonnine sulle superstrade, in aree di parcheggio esistenti e stazioni di servizio. Si potranno finanziare fino al 40% dei costi, con preferenza nelle domande per aree di sosta o di servizio già realizzate.

In Italia sono circolanti oltre 170 mila e-car, dati sino a gennaio 2023, con oltre 36 punti di ricarica. Si è registrato un calo delle immatricolazioni (-8,7%), il processo è in controtendenza rispetto agli altri paesi dell’Unione europea. 

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