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Dalla penuria di parchi eolici nel Regno Unito agli oceani di fuoco, poi la Norvegia leader nelle EV e la geotermia all’Eliseo


1 – Anno 6723: la riscossa. E’ l’orizzonte temporale, secondo un rapporto dell’Institute fo Public Policy Research (think tank con sede a Londra) in cui ci saranno abbastanza parchi eolici onshore per sostenere l’obiettivo net zero del Regno Unito entro il 2050. E’ l’esempio estremo di come le regole di pianificazione, in particolare l’atteggiamento ostativo del partito conservatore inglese, stiano rallentando la corsa verso lo sviluppo delle energie rinnovabili in tempo utile per incidere sul climate change. 

2 – Oceani di fuoco a maggio: registrata la temperatura record delle acque, come spiega il Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus (Copernicus Climate Change Service – C3s). La temperatura terrestre ha invece avuto il secondo maggio più caldo a livello globale, con una temperatura inferiore solo di 0,1 gradi centigradi rispetto al maggio più caldo mai registrato. Canada, Africa e Sud-Est asiatico sono state molto più calde del normale, aggiunge il servizio di osservazione satellitare dell’Unione europea, mentre dall’India nord-occidentale alla Siberia meridionale e in Australia, la temperatura è stata molto più bassa del normale.

3 – Meno di cinque auto su dieci in Europa sono elettriche. In Norvegia sono invece nove su dieci: i veicoli elettrici rappresentano già oltre il 20% di tutti i veicoli passeggeri nel paese e quasi l’84% dei nuovi veicoli venduti, cifra che sfiora il 90% contando sugli ibridi plug-in, secondo la Norwegian Road Federation (OFV). Insomma, il parco vetture del paese scandinavo è quasi interamente green, ponendo così la Norvegia al vertice in Europa nella speciale classifica. Tra due anni Oslo chiuderà per sempre con la vendita di automobili alimentate a diesel o benzina, mentre la deadline posta dall’Unione europea è prevista per il 2035.

4 – I ghiacciai dell’Artico si stanno sciogliendo, il processo pare non più ostacolabile, anche con il taglio netto alle emissioni. Il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite ha stabilito nel suo report più recente che la regione artica vivrebbe le stagioni estive senza ghiaccio intorno al 2050, se gli esseri umani continuano a emettere gas serra a livelli elevati o moderati. Ma un nuovo studio, pubblicato su Nature Communications, rivela che se le emissioni fossero ancora elevate, il fenomeno potrebbe verificarsi tra il 2030 e il 2040.

5 – Geotermia per rifornire l’Eliseo, in nome della “sobrietà energetica”. Sono iniziati i lavori nei giardini della tenuta del presidente della Repubblica francese per ricavare calore dal terreno. Negli anni scorsi Emmanuel Macron aveva annunciato la volontà di aumentare l’efficienza energetica della tenuta (365 stanze) attraverso un migliore isolamento domestico come parte degli impegni climatici della Francia ai sensi dell’Accordo di Parigi. Secondo l’organizzazione no profit WE Demain, l’edificio perdeva calore dalle sue numerose porte e finestre durante l’inverno, mentre il rapido surriscaldamento durante l’estate porta a forte affidamento sull’aria condizionata. 

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