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Fifa si macchia di greenwashing secondo i dati di un ente svizzero: la Coppa del Mondo nel Golfo Persico ha inquinato più di ogni altro evento sportivo

L’utopia dei Mondiali di calcio in Qatar a emissioni zero si è confermata tale. E non c’è davvero molto di che stupirsi, in ogni caso The Guardian ha pubblicato un report della Commission for Loyalty, ente che regola la pubblicità in Svizzera, che evidenzia quanto la Fifa abbia prodotto pubblicità ingannevole, infrangendo le regole contro la concorrenza sleale con affermazioni sul torneo “carbon neutral” che non potevano essere provate, mentre utilizzava controverse misure di compensazione per le emissioni, tra l’altro che non sarebbero state conformi agli standard da seguire.

In sostanza, la Fifa ha prodotto greenwashing. Le stime, prima del via alla Coppa del Mondo nel Golfo Persico, erano assai diverse: l’evento sarebbe stato più inquinante della Coppa del Mondo in Russia (2018) del 71%. La Fifa aveva pubblicizzato i Mondiali in Qatar come la “prima Coppa del mondo a emissioni zero” della storia. aggiungendo che le emissioni di CO2 sarebbero state compensate con la piantumazione dei giardini intorno agli stadi. Senza dimenticare il processo di desalinizzazione dei mari per procurarsi l’acqua necessaria per garantire l’aria condizionata negli stadi dei Mondiali. 

Anche se la Fifa scrive ripetutamente che compenserà completamente le emissioni da calcolare definitivamente in un secondo momento – si legge nel rapporto della commissione – non è in grado di fornire la prova che le emissioni stimate siano state compensate. Inoltre, non è chiaro se le misure di compensazione siano conformi agli standard svizzeri”.

La Fifa è stata scoperta – ha commentato al Guardian Andrew Simms, direttore del New Weather Institute, che aveva denunciato la Fifa dal Regno Unito – Lo sport continua ad essere utilizzato come un gigantesco cartellone pubblicitario da alcuni dei più grandi colpevoli del climate change, per promuovere prodotti e stili di vita inquinanti, minacciando il futuro degli atleti, dei tifosi e dello sport stesso. È tempo che lo sport, e i suoi organi di governo come la Fifa, usino il loro potere e la loro posizione per accelerare la transizione verso basse emissioni di carbonio, invece di ritardarla e fuorviare il pubblico”.

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