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Analisi WSJ: 50 progetti europei entro il 2030, solo due negli Stati Uniti
Cinquanta progetti di acciaio a basse emissioni di carbonio, solo due negli Stati Uniti entro il 2030. La fotografia viene scattata dal Wall Street Journal in un approfondimento che evidenzia l’investimento forte europeo sul cosiddetto acciaio verde, alimentata anche dall’adozione di alcune politiche dell’Ue sul segmento di mercato: per esempio, con il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), che porterà gli importatori di acciaio a pagare la carbon tax se il materiale arriva da paesi in cui le emissioni non sono tassate in modo analogo. Le quote di carbonio gratuite per i produttori di acciaio dell’Ue sono in fase di eliminazione mentre viene introdotta gradualmente la carbon border tax sulle importazioni. Negli Stati Uniti, secondo una ricerca del Rocky Mountain Institute, un think tank sull’energia, solo il 10% proverrà da progetti simili.
Europa ha prodotto 152 milioni di tonnellate nel 2022, appena 80 negli Usa
L’anno scorso, l’Europa ha prodotto 152 milioni di tonnellate di acciaio, mentre gli Stati Uniti sono arrivati a 80 milioni, secondo le organizzazioni industriali Eurofer e Worldsteel. La necessità di convertirsi a sistemi a basse emissioni di carbonio è maggiore in Europa, dove il 57% dell’acciaio viene prodotto in altiforni a carbone e il resto in forni elettrici ad arco. Negli Stati Uniti, il rapporto è più vicino al 30% di carbone e al 70% di forni elettrici. In Europa c’è maggiore consapevolezza del legame tra gli obiettivi del clima e la produzione industriale. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), l’acciaio è responsabile del 7% delle emissioni globali di carbonio. La tecnologia è disponibile per produrre acciaio a basse emissioni di carbonio, ma la produzione deve essere scalata per ridurre i costi. Gli investimenti in Europa stanno avanzando rapidamente a causa del prezzo del carbonio, di una politica più rigorosa in materia di emissioni e dell’aumento della domanda dei clienti.