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General Motors è solo uno dei colossi che ha stretto intese con imprese del settore minerario per la produzione del metallo indispensabile per elettrificazione delle vetture
Metallo morbido, bianco. Assolutamente indispensabile per le batterie ricaricabili nel processo di elettrificazione delle vetture e dei mezzi di trasporto. In nome del litio, su cui presto si genererà una complessa situazione geopolitica perché la Cina gestisce la supply chainSupply chain o Catena di approvvigionamento La "supply chain" o catena di approvvigionamento è un elemento fondamentale nel mondo degli affari, rappresentando l'insieme di passaggi coinvolti nella produzione e distribuzione di un prodotto o servizio. Dalla materia prima fino al... Approfondisci, con Stati Uniti ed Europa a inseguire, i colossi mondiali dell’auto hanno dovuto stringere accordi commerciali singolari per la scarsità di metalli sul mercato: a gennaio per esempio General Motors ha accettato di investire 650 milioni di dollari in un progetto di sviluppo congiunto con l’azienda mineraria Lithium Americas LAC di Vancouver. L’accordo conferisce a GM i diritti esclusivi sul litio estratto da un sito desertico e remoto del Nevada, Thacker Pass, che secondo le società è una delle maggiori fonti di litio conosciute negli Stati Uniti. General Motors ha recentemente informato che tornerà in Europa, partendo dalla Scandinavia, con una gamma di vetture elettriche.
E’ un incrocio tra settori con tempistiche di produzione assai differenti: l’automobilistico è governato da rigidi programmi di fabbrica, con precisione al dettaglio sulla sua vasta catena di fornitura globale. Nell’industria mineraria, gli sforamenti dei costi e i ritardi sono all’ordine del giorno, si tratta sempre di investimenti rischiosi, all’interno di un mercato che oscilla.
E invece General Motors ha puntato su un’azienda mineraria canadese. Due mesi dopo, Ford Motor ha reso noto l’investimento in una miniera di nichel indonesiana. La Stellantis STLA, con sede nei Paesi Bassi, a febbraio ha aperto all’investimento di 155 milioni di dollari in una miniera di rame in Argentina.
Prima di tutti, Tesla: nel 2022 il colosso di Elon Musk ha stipulato contratti direttamente con società minerarie o raffinatori per oltre il 95% dell’idrossido di litio e il 55% del cobalto necessari per le batterie.
Tutto questo perché nuovi impianti di batterie stanno sorgendo in tutti gli Stati Uniti e le case automobilistiche stanno investendo miliardi di dollari nelle fabbriche di veicoli elettrici. Si stanno muovendo rapidamente per essere all’avanguardia rispetto alle normative che limitano le emissioni di gas di scarico, c’è il rischio infatti di restare indietro, quando il mercato delle vetture elettriche decollerà.