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Gli investitori britannici sono assai meno interessati agli investimenti con solide credenziali sostenibili
La massimizzazione degli investimenti ora prevale sulla corsa ai prodotti finanziari sostenibili. E’ una tendenza pericolosa ma reale all’interno del mercato che prova ad attrezzarsi verso la sostenibilità ambientale ma anche sociale e di governance. Uno spaccato arriva dal Regno Unito: secondo la ricerca Charles Schwab UK, gli investitori britannici sono assai meno interessati ai fondi ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci rispetto a due anni fa.
Nello specifico, il numero di investitori che ritengono che le società con solide credenziali ESG siano interessanti opzioni di investimento è diminuito dal 75% al 68%. E’ un percorso a ritroso: infatti a dicembre 2021 il 55% degli investitori oltre la Manica aveva deciso di dare la priorità agli investimenti sulle aziende sostenibili e poco interessava in quel momento che le stesse imprese su cui era piovuto l’investimento non avessero prodotti chissà quali guadagni. Poi questo dato ha pesato, ora il 67% pensa più ai conti, al rendiconto, che a puntare su investimenti “verdi”.
Il sondaggio ha rivelato anche che sono in calo (-6% da dicembre 2021) gli investimenti in cui sono tenuti in considerazione i fattori ESG. E sono gli investitori “boomer” a essere meno propensi a prendere in considerazione i fattori ESG all’atto dell’investimento (23%), seguiti dagli investitori della gen X (32%), dei millennial (49%) e degli investitori della gen Z (50%). Anche la convinzione che gli investimenti ESG sappiano offrire agli investitori buoni rendimenti si sta deteriorando: solo il 65% pensa di ottenere rendimenti migliori, rispetto al 71% di dicembre di due anni fa. E pure la propensione a pagare commissioni aggiuntive per investimenti sostenibili è scesa dell’8%; ora solo il 50% degli investitori è disposto ad assumersi gli oneri associati.
Il dato britannico fa il paio con quello italiano: la Consob a febbraio ha stilato un rapporto – l’VIII Rapporto Consob sulle scelte di investimento degli italiani – in cui è venuto fuori che solo il 15% degli italiani si è detto interessato a investire in prodotti finanziari sostenibili “anche a costo di accettare rendimenti più bassi rispetto a quelli prospettati da altre forme di investimento”. Nel 2021 il dato era del 17%.