Tempo di lettura: < 1 minuto

Loading

Lo ritiene il 68% degli interpellati nello studio di Ivalua

Oltre il 50% delle aziende è in ritardo sulla digitalizzazione dei processi di approvvigionamento con conseguenze pesanti sulle dinamiche societarie. Una situazione che va a creare inefficienze per la gestione di processi cartacei e manuali che ritardano i tempi di produzione. Il dato emerge dallo studio di Sapio Research di Ivalua: il 66% degli interpellati, ossia i responsabili del procurement, ritiene che il tasso di digitalizzazione nelle imprese sia troppo lento, mentre il 48% riporta che i sistemi di procurement esistenti non siano abbastanza flessibili per tenere il passo con i continui cambiamenti e affrontare l’incertezza economica e di mercato. Una digitalizzazione del procurement che procede a rilento, secondo lo studio Ivalua, limita la capacità delle aziende di prendere decisioni rapide e dettagliate in termini di informazioni sui propri fornitori, e impedisce alle aziende di affrontare al meglio l’aumento dell’inflazione e costi in continua crescita. A questo si aggiunge la grande difficoltà nel reperire e trattenere i talenti.

Il dato sulle aziende italiane

E sono le aziende italiane, secondo Ivalua, che nel 94% dei casi implementano gli strumenti per le analisi dei dati all’interno della gestione di acquisti e fornitori. In Europa invece il dato è all’85%. Mentre il 66% delle imprese rivela di aver già puntato sul processo di digitalizzazione, sul machine learning e sull’intelligenza artificiale, per la gestione dei processi aziendali. Ma solo il 18%, ed è forse il dato più scoraggiante, si dice fiducioso sulla qualità e sull’accessibilità dei dati ai fornitori.

Articoli correlati