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Il sottosegretario all’Ambiente racconta a SostenibileOggi.it le politiche del governo sull’Agenda 2030

Un patto di ferro tra istituzioni e cittadini nel percorso verso la sostenibilità. Claudio Barbaro, sottosegretario di Stato al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, racconta a SostenibileOggi.it i “lavori in corso” del governo verso gli obiettivi posti dall’Agenda 2030: dall’utilizzo di uno strumento nuovo come i CAM (Criteri Ambientali Minimi) alla mobilità sostenibile alla rigenerazione dei parchi

Che lavoro sta facendo il MASE sui CAM?

I CAM sono uno strumento nuovo, che se da una parte sta caratterizzando un modello di appalto pubblico concretamente orientato al rispetto della sostenibilità, dall’altro deve ancora trovare le formule applicative più efficienti per diventare prassi quotidiana della interazione pubblico-privato. Nello sport, per esempio e per rimanere nelle latitudini delle mie deleghe, occorre trovare il modo per applicare un criterio di sostenibilità ambientale utilizzabile anche al di là dei CAM edilizia per gli impianti e dei CAM eventi per le manifestazioni ed iniziative

Un evento è sostenibile non solo se non comporta un impatto ambientale, ma anche se è capace di imprimere un modello di sensibilità capace di auto-trasmettersi negli eventi successivi. Un impianto è sostenibile non solo se realizzato con accortezza nella scelta di materiali e consumi, ma anche se riesce a diventare un monumento di etica ambientale percepibile.

Assunta la centralità dello sport nella percezione della pubblica opinione, e della capacità di attrarre a sé milioni di persone fra atleti e appassionati, per questo comparto garantisco il mio impegno per rafforzare non solo i CAM, oggi assenti nello sport, ma ogni altro intervento specifico.

Lei disse che le 17 voci dell’Agenda Onu per lo sviluppo sostenibile si incrociano con lo sport. In che modo avviene?

Confermo che lo sport è materia sociale che intercetta tutti gli obiettivi dell’Agenda 2030. Questo perché bisogna partire dal concetto che sport, ambiente, istruzione, salute e benessere sono tutte facce della stessa medaglia. L’una, non può esistere senza l’altra, dunque lo sport mette lo zampino in tutti i goal dell’Agenda Onu.

Lei di recente è stato ospite all’evento No Smog Mobility, come si applica all’Italia la mobilità sostenibile?

Il tema della mobilità sostenibile è di stretta attualità. Un tema sul quale ci sono diversi attori che devono essere coordinati. Il MASE è il regista di questa operazione, soprattutto per la parte normativa, gli indirizzi politici e nel rapporto con le amministrazioni locali, per tutto ciò che concerne la necessità di rendere più green le nostre città. Ma in questa operazione sono coinvolti anche i cittadini che devono dare il loro contributo e se non c’è una spinta nel cambiare i comportamenti quotidiani, anche a livello culturale, quello istituzionale è un contributo che in questa triade di soggetti diventa un aspetto minore. Dobbiamo costruire un nuovo futuro attraverso un patto di ferro tra istituzioni e cittadini che consenta lo sviluppo di progetti e iniziative tese esclusivamente al benessere della persona e della collettività e tutto questo è possibile soltanto ponendo una grande attenzione sul tema generale della sostenibilità.

Sulla rigenerazione dei parchi che lavoro è stato fatto?

Per incentivare la tutela e lo sviluppo dei parchi abbiamo messo diverse iniziative in campo. La prima, è una proposta di implementazione degli organici tecnici e amministrativi: un passo importante per venire incontro alle esigenze di tutela delle aree protette. Ci stiamo interessando anche per arrivare a una proposta di legge per il riordino sistematico della governance dei parchi, che dovrebbero godere di procedure veloci e snelle. 

Abbiamo anche bisogno di mettere a sistema tutta l’esperienza dei Parchi Nazionali attraverso una significativa opera di digitalizzazione e, in questa prospettiva, stiamo lavorando in sinergia con Federparchi raccogliendo costantemente un confronto con gli operatori e gli attori del territorio.

Sottosegretario, come si declina il concetto di sostenibilità nel processo produttivo italiano?

L’esigenza di una crescita economica sostenibile e a tutela dell’ambiente è un tema emerso da ormai mezzo secolo; quindi, i tempi sono più che maturi per lavorare concretamente in questa direzione per ciò che concerne l’intero processo produttivo. Gli obiettivi da raggiungere quanto prima sono quelli di arrivare allo sviluppo di una vera economia sostenibile nel nostro Paese, e per centrarli occorre che ciascun attore faccia la sua parte contribuendo allo sviluppo di un vero e proprio sistema che salvaguardi l’oggi, in termini di produzione e benessere sociale, quanto il domani. 

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