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Il senatore su tavolo tecnico sui PEBA: “Si progetti senza barriere”

L’iniziativa è certamente meritoria, ma non possiamo ignorare i suoi limiti intrinseci. Si tratta di un’iniziativa di nicchia, e proprio per questo motivo evidenzia una realtà amara: il ritardo secolare con cui affrontiamo il tema delle barriere architettoniche e sensoriali”. Così il senatore di FdI Antonio Guidi commenta a Sostenibile Oggi l’insediamento al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del “Tavolo Tecnico” sui Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), istituito via decreto dei ministri Salvini e Locatelli (Disabilità).

Secondo Guidi, si tratta di “uno strumento che dovrebbe essere presente in tutti i comuni italiani, con l’obiettivo di monitorare le barriere architettoniche su un territorio: il passaggio necessario poi alla programmazione della rimozione delle barriere. È fondamentale iniziare immediatamente a progettare senza barriere, senza compiacersi di piccoli recuperi che, sebbene importanti a livello locale, non possono cancellare il torto che si è perpetuato per troppo tempo a livello sistemico. Ogni ritardo, ogni barriera non rimossa, ha sottratto migliaia di ore preziose alle persone con disabilità, costringendole a dedicare tempo ed energie non solo a superare ostacoli fisici, ma anche a confrontarsi con un fardello psicologico enorme. Questa fatica nascosta è il prezzo che le persone con disabilità hanno pagato per anni, spesso scegliendo di muoversi meno, per evitare di scontrarsi con problemi strutturali insormontabili”, ha aggiunto Guidi, che poi ha concludo dicendo sull’istituzione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) che “è ora di recuperare il ritardo accumulato. Dobbiamo agire subito, affinché le prossime generazioni non vadano ad ereditare questo stesso debito di giustizia e uguaglianza”.

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