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Studio One Earth: otto aree marine su dieci risultano poco tutelate

Sono protette poco o nulla, sia in Italia che in generale nell’area Ue, perché per l’86% delle aree considerate ci sono attività industriali che vanno a minare le condizioni degli ecosistemi, unendosi al peso dettato dal cambiamento climatico. Come rivelato da uno studio di One Earth condotto su quasi cinquemila aree marine tra i 27 Paesi che formano l’Ue, più di otto aree marine su dieci risultano essere assai poco tutelate e gli strumenti sono poco efficaci per almeno limitare l’impatto dell’uomo sulle coste, sui mari, sulla biodiversità. 

Secondo la Strategia sulla Biodiversità dell’Ue, si dovrebbe arrivare a tutelare almeno il 30% dei mari entro il 2030 e il 10% di questi ecosistemi dovrebbe essere protetto al meglio: questo avviene per ora solo per lo 0,2% del territorio considerato. E poi va considerata la Legge sul ripristino della Natura, che è in vigore dal 18 agosto e che fissa paletti stretti: entro la fine del decennio vanno ripristinate almeno il 20% delle aree marine e terrestri nell’area dell’Unione europea. Per ora, sono solo indicazioni, la situazione appare decisamente fuori controllo, con l’Italia che è messa meglio di altri Paesi, con il 5,7% delle aree marine protette, ma in ogni caso si è assai distanti dal raggiungimento del target fissato.

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