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Un produttore vende un macchinario che permette ai clienti di consumare meno energia. Come può descrivere quel beneficio senza far sembrare che le proprie fabbriche abbiano smesso di emettere? Il concetto di emissioni evitate serve a valutare il risultato di una soluzione rispetto a un’alternativa esplicita.
La domanda decisiva è semplice: che cosa sarebbe successo senza quella soluzione? La risposta determina il confronto e può cambiare molto il risultato. Per questo una cifra, da sola, non basta a dimostrare un beneficio climatico.
Cosa sono le emissioni evitate
Le emissioni evitate rappresentano la differenza tra le emissioni di uno scenario di riferimento e quelle associate alla soluzione valutata, a parità di funzione confrontabile. Il WBCSD ha pubblicato nel 2025 la versione 2.0 della guida sulle emissioni evitate, dedicata alla valutazione e alla comunicazione di questi benefici.
Il punto centrale è la qualità del confronto. Un prodotto non evita una quantità fissa di CO₂ equivalente in ogni mercato: contano alternativa sostituita, modalità d’uso, durata e contesto energetico. Le ipotesi devono quindi accompagnare il risultato, anche quando viene riassunto in una presentazione commerciale.
Emissioni evitate e carbon footprint misurano cose diverse
L’inventario aziendale attribuisce le emissioni alle attività dell’impresa e alla sua catena del valore. Per approfondire questa struttura, SostenibileOggi spiega cosa misura l’impronta carbonica di un’impresa. Le emissioni evitate rispondono invece a una domanda comparativa su una soluzione.
Il GHG Protocol distingue contabilità d’inventario e contabilità di progetto. Le stime delle emissioni evitate devono essere presentate separatamente dagli inventari Scope 1, 2 e 3. Non vanno sottratte dal totale aziendale per costruire un saldo apparentemente migliore.
L’espressione informale “Scope 4”, talvolta usata per questo tema, non introduce una quarta categoria nell’inventario aziendale del GHG Protocol. In un report conviene precisare il metodo adottato anziché affidarsi alla sola etichetta.
Come costruire uno scenario di riferimento credibile
Una valutazione parte dal servizio offerto. Se si confrontano due sistemi di riscaldamento, devono garantire un livello di comfort e una quantità di calore comparabili. Confrontare dispositivi con prestazioni diverse rischia di attribuire al progetto un beneficio che dipende dalla minore funzione erogata.
La scheda di analisi dovrebbe indicare luogo, periodo, alternativa plausibile, dati utilizzati e confini del ciclo di vita. Scegliere una tecnologia particolarmente inefficiente solo perché produce il risultato più favorevole rende il confronto fragile. Quando esistono più alternative realistiche, è utile mostrare come cambia la stima.
Un esempio semplificato di calcolo
Supponiamo che, per lo stesso servizio e nello stesso periodo, lo scenario di riferimento generi 100 tonnellate di CO₂ equivalente. La soluzione proposta ne genera 70, considerando un perimetro coerente. La differenza stimata è di 30 tonnellate.
Se un’alternativa più efficiente e altrettanto plausibile generasse 85 tonnellate, il vantaggio scenderebbe a 15. Questo esempio illustrativo mostra perché il numero deve restare legato alla baseline. Non descrive prestazioni di un prodotto reale e non può diventare un claim commerciale senza dati specifici.
Come comunicare le emissioni evitate
Una scheda pubblicabile dovrebbe permettere al lettore di ricostruire il ragionamento. Può contenere una frase sul servizio confrontato, una sullo scenario alternativo, il periodo coperto e un rimando alla metodologia. È utile distinguere benefici già osservati e benefici futuri stimati, evitando di sommarli senza spiegazioni.
Immaginiamo una presentazione che riporti “30 tonnellate evitate”. La stessa pagina dovrebbe chiarire se il dato riguarda un singolo impianto o l’intero portafoglio, un anno o la vita utile, misure effettive o previsioni. Se più operatori hanno contribuito al progetto, bisogna inoltre spiegare il ruolo dell’impresa senza attribuirle automaticamente tutto il risultato.
FAQ sulle emissioni evitate
Le emissioni evitate compensano quelle aziendali?
No. La stima comparativa va rendicontata separatamente e non riduce per sottrazione il totale dell’inventario.
Una soluzione ha lo stesso beneficio in ogni Paese?
Non necessariamente. Mix energetico, condizioni d’uso e alternativa sostituita possono cambiare il risultato.
Si possono comunicare benefici futuri?
Sì, identificandoli chiaramente come stime e rendendo disponibili ipotesi, durata considerata e principali incertezze.